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Archivio 12 Febbraio 2018

Un cuor di patata per San Valentino

12 Febbraio 2018 Nessun commento

 

Alfredo Cattabiani afferma nel suo libro Calendario. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell’anno, (Rusconi e poi Mondadori): “da alcuni anni, sulla scia degli Stati Uniti, San Valentino è diventata una festa popolare laica che serve per incrementare i consumi e conseguentemente la produzione. In realtà il calendario liturgico vi festeggia, dopo la riforma del 1970, i Santi Cirillo e Metodio che, vissuti nel IX secolo, furono gli evangelizzatori della Russia. Un tempo la loro festa cadeva il 7 luglio, mentre il 14 febbraio era dedicato a san Valentino, oggi cancellato dal calendario universale perché poco significativo per la Chiesa. Ma la cancellazione non ha avuto alcun effetto, tant’è vero che gli almanacchi e i calendari continuano a registrarne il nome aggiungendo quelli dei due evangelizzatori degli Slavi. D’altronde, troppe erano le usanze e troppi soprattutto gli interessi commerciali connessi alla festa perché la decisione del Consiglio per la riforma liturgica avesse qualche effetto.”

Con Cattabiani scopriamo che ci sono nell’agiografia cristiana due San Valentino. Sempre tramite Cattabiani notiamo, peraltro senza particolare meraviglia, che il periodo in cui la tradizione ha posto la ricorrenza di San Valentino è la metà di febbraio, quando la natura incomincia a dare i primi segni di risveglio primaverile. Pertanto la semplice collocazione temporale suggerisce il tema dell’amore e degli innamorati, se non bastassero i racconti agiografici della vita di San Valentino (o dei San Valentino) che comunque riconducono all’idea dell’amore. A proposito dei legami tra il risveglio primaverile e la festa di San Valentino, Cattabiani ricorda alcuni detti popolari: “‘Per San Valentin la lodola fa il nidin’ afferma un proverbio veneto al quale fa eco ‘Per San Valentino la primavera è vicino’ e ‘Per San Valentino fiorisce lo spino’.”

Dal proverbio ”A San Valentino ogni valentino sceglie la sua valentina” nacque in Inghilterra, nel XV secolo, l’abitudine di scambiarsi tra innamorati teneri bigliettini; questa abitudine avrà particolare fortuna negli Stati Uniti con la tradizione delle valentine, descritta molto bene da Charles Shulz. 

Cattabiani sottolinea che questa festa ha avuto fortuna solo perché è un’importante occasione consumistica, ma quale festa non lo è? Natale, Pasqua e tutte le altre ricorrenze religiose non vivono forse la stessa sorte? Se dietro queste ricorrenze non ci fosse un giro d’affari notevole sarebbero vissute in modo frugale solo dai credenti. Ho citato le feste cristiane, ma non penso che per le altre tradizioni sia diverso. Nel 1977 una legge stabilì che non dovevano più essere considerate agli effetti civili alcune festività:  Epifania, S. Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, SS. Apostoli Pietro e Paolo, ma otto anni dopo venne “ripristinata” l’Epifania. Apparentemente questo fatto conferma la regola che le festività resistono se sostenute da un forte interesse commerciale. Se è vero che a sostegno della festività dell’Epifania intervennero anche alcune voci dell’industria e della distribuzione dolciaria, come affermò il solito Messori, è pur vero che altre motivazioni spinsero il legislatore nel 1985 a ridare effetto civile all’Epifania. Fu il Presidente della Repubblica di allora, il mitico Sandro Pertini, a perorare la causa di alcuni studenti medi ricevuti in uno di quegli incontri che il “nonno” Pertini amava moltissimo: “Presidente, perché non fa rimettere in calendario la Befana che a noi piace tanto?” chiese una studentessa, e lui si impegnò in tal senso.

Come sempre e per qualsiasi cosa spetta a noi vivere le occasioni di festa nell’ottica giusta della condivisione e dell’amore. Anche di questo ci ha parlato Papa Francesco nell’ Esortazione apostolica Amoris laetitia (post: La dimensione erotica dell’amore).

Per quanto mi riguarda ho già detto che cosa penso di questa ricorrenza: buon San Valentino, senza temere la straordinaria banalità dell’amore e delle sue feste ovvie e dovute! (post: ovviamente san valentino). Riproduco qui sotto le parole che scrissi molti anni fa in occasione di un San Valentino, ma, posso dirlo, la festa di San Valentino fu, appunto, solo l’occasione e non il motivo per cui le scrissi…

Nota: ho scattato io la foto di copertina. Mi sembrava troppo bella quella patata a forma di cuore. Un cuore di patata: un cuore tenero e da gustare ben… cotto!

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