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Avvento, Jung, nostalgia e… anto-logia

10 Dicembre 2017 Commenti chiusi

“Per Carl Gustav Jung (…) l’anno liturgico è un sistema terapeutico. Ogni tempo dell’anno liturgico della chiesa è un tempo di salvezza e di guarigione, in cui vengono utilizzate determinate immagini dell’anima. Quando si utilizzano le immagini centrali della nostra anima – Jung parla a questo proposito di ‘immagini archetipe’ – ciò opera su di noi in modo salutare. Le immagini di questo tipo ci mettono in contatto con le energie benefiche della nostra anima. Nel suo intimo, l’anima sa ciò che le fa bene e ciò di cui ha bisogno per guarire. Ma la saggezza della nostra anima è spesso ricoperta dalle molte informazioni e immagini che dall’esterno si riversano su di noi.”

“Gli psicologi dicono che l’avidità è qualcosa di simile al surrogato della madre. Nella bramosia c’è dunque il desiderio di un paradiso perduto, del sentirsi protetto e al sicuro nel grembo materno.”

“Il tempo di Avvento (…) ci ricorda la nostra sicurezza e protezione infantile, rievoca la sensazione della casa natale, che abbiamo sperimentato da bambini in questo tempo e che ci lega con essa ancora adulti. Ma il tempo di Avvento non è un ritornare al tempo di un’infanzia beata. Al contrario, ci mette in contatto con la nostalgia di una sicurezza, che abbiamo vissuto come bambini, ma che oggi deve assumere un’altra qualità. Non possiamo ritornare all’età della fanciullezza, in cui non avevamo alcuna responsabilità. Come adulti, che sono capaci di assumersi responsabilità per se stessi e per gli altri, abbiamo bisogno di uno spazio interiore di sicurezza, dove ci sentiamo a casa nostra. E in ultima istanza questo si può trovare solo in Dio.”

Questi brani sono tratti da: Anselm Grün, La tua luce ci dona speranza, Edizioni Messaggero, Padova-

Anselm Grün (Junkershausen, 14 gennaio 1945) è un monaco benedettino, autore di molti libri di successo. La sua attenzione per gli aspetti psicologici della liturgia avrebbe suscitato in altri tempi, non lontanissimi, la preoccupata attenzione da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede. Questo capitò, ad esempio, a Drewermann, che aveva applicato nell’analisi delle Scritture gli strumenti della psicologia del profondo, arrivando a sostenere la potenza guaritrice della Parola (Eugen Drewermann e la psicologia del profondo). I tempi sono cambiati grazie anche l’opera intensa di Papa Francesco che, non per niente, è fortemente osteggiato.

Condivido con Grün l’idea dell’Avvento come momento di “nostalgia” di Dio suscitata dalla nostalgia della sicurezza infantile, ma, ad un tempo, mi viene spontaneo pensare che molta umanità di oggi non ha ricordi infantili piacevoli, così come molti bambini di oggi non avranno da adulti bei ricordi di un’infanzia felice e sicura. Ecco che, allora, l’Avvento e il Natale travalicano di molto i semplici aspetti psicologici personali e diventano elementi di speranza; ma la speranza per un cristiano è inevitabilmente nostalgia di Dio e della Sua Parola incarnata: Gesù il Cristo.

Per quanto riguarda la mia storia personale non posso negare che i miei ricordi infantili del periodo natalizio sono tutti molto belli e felici: per quanto i miei genitori non fossero benestanti, i miei Natali infantili furono tutti bellissimi e il loro ricordo mi riempie ancora il cuore. Non ho ricordi fotografici di quei giorni, ma riproduco, scannerizzata, una foto degli attrezzi da falegname, in miniatura, che mio papà creò più di trent’anni fa per il Presepe parrocchiale. Ne ho rivisto qualcuno nel Presepe allestito quest’anno nella chiesa parrocchiale. Un po’ di nostalgia mi ha preso: certo trent’anni fa non ero più bambino, ma mio papà era ancora al mio fianco. Anche questa è nostalgia di sicurezza.

Ho scritto, infatti, dopo l’Epifania del 2017: com’è giusto, oggi, abbiamo riposto gli addobbi e l’albero di Natale in cantina, ma non il Presepe, che invece rimarrà, come le nostre tradizioni vogliono, fino al 17 gennaio, ricorrenza di Sant’Antonio Abate. E, aggiungo, mi piace che rimanga perché lo creò mio papà sbozzandolo da alcune radici, ma anche perché l’ho collocato tra i miei libri più cari, accanto al suo ritratto. Grazie papà! (Tradizioni da rispettare)

Nel 2014 ho ricapitolato i vari articoli che ho dedicato al Natale su questo blog:  Un Natale da… anto-logia

L’anno dopo ho aggiunto la mia “mimosa natalizia”: Santa Luce di Natale.

Nel 2016, poi, ho ricordato il legame tra il Natale e il solstizio d’inverno (Solstizio d’inverno).

 

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