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transumanza

1 Settembre 2017

 

I Pastori

 

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d’acqua natia
rimanga ne’ cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l’aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.

Ah perché non son io co’ miei pastori?

Poesia tratta dall’ Alcyone di Gabriele D’Annunzio

Non ho particolare simpatia per D’Annunzio, ma la foto (1) pubblicata richiama inevitabilmente alla mente questi versi. Non ho resistito alla tentazione di fotografare questa foto che campeggia in grandi dimensioni su una parete della reception dell’ hotel pinetese, dove mi piace alloggiare durante le mie vacanze estive. Riproduce il tratto di Mar Adriatico vicino alla Torre del Cerrano di Pineto: luoghi che mi sono molto cari.

1) Sosta dei pastori sulla spiaggia della Torre del Cerrano andando in Puglia, 1938 (Archivio I. Del Governatore)

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