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Archivio Febbraio 2017

La dimensione erotica dell’amore

13 Febbraio 2017 Commenti chiusi

Quest’anno, in occasione della ricorrenza di San Valentino, cito un autore contemporaneo… abbastanza famoso, Papa Francesco:

“(…) in nessun modo possiamo intendere la dimensione erotica dell’amore come un male permesso o come un peso da sopportare per il bene della famiglia, bensì come dono di Dio che abbellisce l’incontro tra gli sposi. Trattandosi di una passione sublimata dall’amore che ammira la dignità dell’altro, diventa una «piena e limpidissima affermazione d’amore» che ci mostra di quali meraviglie è capace il cuore umano, e così per un momento «si percepisce che l’esistenza umana è stata un successo».”

Il brano è tratto dall’ Esortazione apostolica Amoris laetitia, dove Francesco dedica, appunto, una parte del capitolo IV al tema:  la dimensione erotica dell’amore. Per me è stata una gradita conferma dell’intelligente navigazione di questo comandante della barca di Pietro, nonostante tutti i rematori che remano contro, come lui stesso ha detto.

È evidente, comunque, in questa Esortazione l’impegno dell’Autore per dimostrare di muoversi nel solco della Tradizione cattolica (1).

In effetti in epoca post-conciliare la Chiesa si è aperta anche su questi temi. Tuttavia basterebbe intervistare le donne anziane cattoliche, credenti e praticanti, per scoprire una realtà ben diversa. Per loro era peccato da confessare l’aver avuto rapporti coniugali con intenti volutamente non procreativi. Questa morale repressiva della dimensione erotica dell’amore coniugale determinò lo sviluppo della prostituzione e l’allontanamento dei mariti dal sacramento della confessione.

Papa Francesco ha impresso una svolta anche su questo argomento andando oltre le timide aperture post-conciliari.

(1) Annoto che il termine “Tradizione” ha, in ambito cattolico, un significato molto più complesso rispetto all’uso abituale di questa parola. Non è un caso che venga scritto con la maiuscola iniziale.

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Senza titolo di quarant’anni fa

3 Febbraio 2017 1 commento

È pur triste essere figli di un tempo
che ha perduto tutte le sue battaglie,
e che ci lascia allestire
solo schermaglie senza passione
su scene da sempre stabilite.

È quest’assenza di vita
oltre la polvere minuta
di giorni che non hanno soluzione,
sono questi confini volutamente
insopportabili e insopprimibili,
è questo, capisci, che vanifica
ogni amore di verità.

Prostituirsi, questo sì, è concesso,
anzi, vivamente consigliato dalla ditta,
e la poesia non è che il battage,
in apparenza meno greve,
di una ennesima truffa.

Così scrivevo, più di quaranta anni fa. Non immaginavo, allora, che negli anni successivi ci saremmo immersi in un’epoca, come la nostra, di profondo degrado sociale, culturale e politico. Non avrei mai pensato che il mondo sarebbe diventato come è oggi: una immensa cloaca.

Allora, però, con visione “profetica” avevo percepito gli inizi dei tempi che oggi stiamo vivendo.

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