Archivio

Archivio Agosto 2016

Poesie raccolte a volo di “bombo”

18 Agosto 2016 2 commenti

 

Nuotatore

Dormiva…?

                       Poi si tolse e si stirò.

Guardò con occhi lenti l’acqua. Un guizzo

il suo corpo.

                  Così lasciò la terra.

Sandro Penna (1906-1977), in: “Poesie (1927-1938)”

 

Ed è subito sera

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.

Salvatore Quasimodo (1901-1968), in “Acque e terre (1930)

 

Soldati

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie

Giuseppe Ungaretti (1888-1970), in “L’allegria (1914-1919)”

 

Solo un “bombo” (1) come me potrebbe accostare queste tre poesie apparentemente lontane. Io posso farlo perché mi permetto di accantonare le regole maestre della critica letteraria, anzi: ci volo sopra con piacere. Del resto condivido con Eco la convinzione che un testo pubblicato appartiene anche al pubblico che lo legge e lo vive.

Nel suo “Nuotatore“, simile a certi lampi melici dell’antica lirica greca, Penna, meglio di altri, ha saputo scattare un’istantanea della gioventù; la meravigliosa gioventù che ha il tempo e la durata irripetibile di un guizzo nel mare della vita.

Poi la vita sarà quello che sarà con le sue solitudini e il suo raggio di sole che ci trafigge nella poesia di Quasimodo: la sera scende presto, veloce e rapace.

La vita, che è guerra combattuta, subita, accettata, come per i “Soldati” di Ungaretti, raggiunge la sua sera, il suo autunno, dove attendiamo fragili, talvolta con desiderio, una brezza che ci stacchi dal ramo.

(1) Bombus terrestris, imenottero. Anni fa circolava una storiella a proposito del “bombo”. Uno scienziato avrebbe detto che il “bombo”, secondo le leggi della aerodinamica, non potrebbe volare, ma, poiché l’insetto non le conosce, vola ugualmente. In realtà il presunto scienziato non conosceva a fondo le leggi della aerodinamica che, pur ignorate dal “bombo”, consentono all’imenottero di volare.

Categorie:On the road Tag: