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Archivio Luglio 2016

Fahrenheit prossimo venturo

7 Luglio 2016 Nessun commento

Due anni fa pubblicai un post dedicato alla “dematerializzazione”, che definii “parola orribile come la sua prassi”:

Le piramidi d’Egitto e la dematerializzazione

A due anni di distanza confermo, sempre più convinto, che l’impero digitale sta avvelenando la nostra civiltà perseguendo un piano diabolico per “bruciare” la memoria e la conoscenza attiva delle menti libere. Un progetto ben più radicale di quello temuto e descritto da Ray Bradbury nel suo profetico Fahrenheit 451.

Scrivevo e sottoscrivo ancora: “Nel passato furono distrutte biblioteche di inestimabile ricchezza, penso a quella Alessandrina, ad esempio. Molto si perse, ma la memoria umana seppe, per normale allenamento, recuperare gran parte del proprio patrimonio. La perdita della memoria dei grandi sistemi, invece, sarebbe una catastrofe epocale: la fine di una fase della civiltà umana. Dopo una crisi di questa portata, se ci saranno ancora studiosi della storia, se, cioè, la nuova civiltà medioevale sentirà ancora la necessità di indagare e capire il passato, sarà più facile conoscere le vicende dell’antico Egitto che quelle di cinquant’anni prima. L’antico Egitto, infatti, progettò e realizzò monumenti con una prospettiva tendente all’eternità; la nostra attuale civiltà scrive la sua storia su strutture labili: pensa solo al proprio effimero hic et nunc.”

So che nuotare controcorrente potrebbe essere inutile, eppure anche i salmoni lo fanno per depositare le uova. Certo: nel viaggio molti trovano la morte per colpa dei predatori o per l’estenuante fatica, ma seguire la corrente verso il mare avvelenato e umiliato sarebbe una fine peggiore.

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