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Archivio Giugno 2016

Speranza

29 Giugno 2016 Commenti chiusi

 

Il mese scorso inviai all’Ufficio di Corrispondenza del Papa questa lettera, che pubblico oggi, 29 giugno, nella ricorrenza dei SS. Pietro e Paolo.

 

A Sua Santità Papa Francesco

Ho il vivissimo desiderio che queste poche parole possano trovare udienza presso Sua Santità.

Quando Sua Santità fu eletto Papa, e scelse il nome di Francesco, fui felice di constatare che la divina presenza dello Spirito Santo si era manifestata con vigore ancora una volta nella Chiesa fondata da Cristo.

Per questo la speranza tornò a tener viva la mia fede.

L’indizione dell’Anno Santo nel nome della Misericordia divina mi ha portato alla memoria alcuni pensieri scritti negli anni scorsi.

Allego l’articolo che dedicai all’episodio della Misericordia di Gesù nei confronti dell’adultera.

Allego anche un articolo che dedicai all’episodio di Peniel.

In ogni caso vorrei che potessero giungere a Sua Santità i miei auguri perché possa a lungo guidare la Chiesa con l’aiuto dello Spirito Santo e ridare, quindi, speranza a tutti i cristiani.

A Sua Santità i saluti più cordiali anche a nome dei miei familiari con la preghiera che giunga su di noi tutti la Sua Benedizione.

Cernobbio, 9 maggio 2016                       Antonio Sampietro

P.S.: ringrazio l’Ufficio di Corrispondenza del Papa per la cortese attenzione ed invio anche a tutti i suoi Membri i miei saluti più cordiali.

 

Pubblico qui la lettera di risposta firmata da Mons. Paolo Borgia, Assessore della Segreteria di Stato, che ringrazio vivamente.

 

Il “cortese omaggio” di cui si parla nella lettera di risposta sono gli articoli seguenti:

L’adultera e Gesù, la misera e il misericordioso

Peniel, faccia di Dio

 

 

 

 

 

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fiori

9 Giugno 2016 Commenti chiusi

La nostra conversazione procedeva così, una frase al giorno. Tempo ne avevamo. Lui perché era vecchio, io perché ero giovane.

«No, non l’autostrada, Momo. Non prendiamo l’autostrada. Le autostrade, ci passi e basta, non c’è niente da vedere. Sono buone per gli imbecilli che vogliono andare il più velocemente possibile da un punto all’altro. Noi non facciamo della geometria, noi viaggiamo. Trovami dei bei percorsi che ci facciano vedere bene tutto quello che c’è da vedere». 

«Vedi, Momo, nella mia vita avrò anche lavorato molto, ma ho lavorato lentamente, prendendomi il mio tempo, senza dannarmi l’anima per incassare di più o accaparrarmi i clienti, no. Il segreto della felicità è la lentezza, proprio così».

«Sssh… non essere triste. Non sto morendo, Momo, sto andando a raggiungere l’immenso.»

Petali tratti da: Eric-Emmanuel Schmitt, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, Edizioni e/o

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la realtà

2 Giugno 2016 Commenti chiusi

«Un monaco incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: “Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos’è la realtà?” Il maestro gli diede un pugno in faccia».

Dal risvolto di copertina di: Gianrico Carofiglio, Passeggeri notturni, Einaudi.

Credo che la reazione violenta del maestro zen sia molto improbabile, mentre è più realistica la domanda stupida che l’ha provocata, tipico esempio del vuoto cianciare dei nostri tempi per dimostrare di esistere.

In conclusione: proprio la domanda, e non il pugno, è la realtà…

 

 

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