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Archivio Aprile 2016

“Lieto l’abbattuto di vento”

27 Aprile 2016 Nessun commento

Date a Cesare quello che è di Cesare.”

“E cos’è questo che spetta a Cesare?

Un suo profilo inciso su una faccia di moneta, che il tempo metterà fuori corso e che al massimo potrà avere un valore numismatico, da collezionisti di reliquie di un potere d’acquisto scaduto. Date a Cesare, sì, che si contenti del suo potere effimero, del rango di immortale da operetta, buono per una faccia di moneta. La volontà di Gesù è di fare senza il potere, senza la potenza: volontà di impotenza politica, niente partito, niente setta, né insurrezione contro l’occupante romano.”

Lieto l’abbattuto di vento.”

“(…) da quel momento in poi qualunque folla e qualunque persona sapeva di aver ascoltato il discorso della montagna e poteva voltarsi verso quella cima col fiato abbattuto di vento, il cuore calpestato.

Per molto o per poco potrà ristorarsi e risanarsi presso quelle parole che non daranno tregua al mondo finché non saranno compiute.”

Parole tratte da: Erri De Luca, La faccia delle nuvole, Feltrinelli

(Ho evidenziato io in grassetto alcune frasi)

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nord sud ovest est…

16 Aprile 2016 Nessun commento

L’uso dei punti cardinali, diversamente nominati, risale ai tempi in cui si credeva che la Terra fosse piatta. Quando abbiamo imparato che il nostro pianeta ha vagamente la forma di una palla siamo stati costretti ad ammettere che i concetti di est ed ovest sono relativi al punto in cui ci troviamo. Un po’ diversa è l’idea di nord e sud: i poli nord e sud sono punti reali del nostro pianeta. Invece se due persone partono dallo stesso punto della Terra, viaggiando sul medesimo parallelo, una verso est e l’altra verso ovest, ad un certo momento del viaggio si incontreranno.

Così succede anche quando vogliamo raggiungere il punto estremo di una certa idea: ben presto incontriamo il punto estremo di un’idea opposta.

Anche nord e sud, comunque, diventano relativi quando puntiamo lo sguardo verso l’universo esterno; quindi nord e sud esistono solo in relazione al nostro polo nord e al nostro polo sud: sono relativi, dunque, come l’est e l’ovest, e come tutte le nostre idee.

Eppure anche alcune idee sono utili, proprio come i punti cardinali: basta aver coscienza della loro relatività.

Tutto ciò non mi porta ad accettare l’idea del “relativismo etico”: idea, questa, che non mi appartiene e che è relativa come tutte le altre idee, compresa quella che sto esprimendo ora.    

P.S.: ho scattato la foto una decina di anni fa, all’alba, a Silvi Paese, luogo meraviglioso. E questa non è un’idea relativa.                                                                                                                                                                                                                                                                                

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Pace e Bene a tutti!

7 Aprile 2016 Nessun commento

Pace e Bene a tutti! 

 

Pace e Bene a tutti coloro che vogliono bene a me e che vogliono bene anche a chi amo.

Pace e Bene anche alle poche e povere persone disperate che non mi vogliono bene: auguro a loro che gli Angeli di Dio trasformino tutto il male che mi vogliono in bene per me e per loro!

Qui pubblico alcuni dei biglietti di auguri ricevuti ieri per il mio compleanno, e ringrazio anche tutti coloro che mi hanno ricordato con messaggi e telefonate. 

 

 

 

 

 

      Pace e Bene a tutti!

 

 

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Religioni e acqua sporca

1 Aprile 2016 Nessun commento

Gli atti terroristici dei nostri tempi, attuati da elementi che dicono di riferirsi all’Islam, hanno prodotto diverse reazioni. Tra queste non mancano le accuse alle religioni, viste spesso come l’origine delle divisioni e delle violenze. La storia, apparentemente, sembra dar ragione a questa tesi: quante guerre, quanti massacri, quante ingiustizie ci sono state nel nome di una appartenenza religiosa! Pensiamo, limitandoci solo all’occidente cristiano, alle crociate, all’inquisizione, alle guerre tra cattolici e protestanti, e la lista potrebbe essere anche più lunga.

Tuttavia un esame più approfondito ci porterebbe facilmente a scoprire che le motivazioni religiose di questi fatti sono solo uno strumento nelle mani di chi tira le fila per interessi di potere. Se esaminassimo a fondo la storia delle crociate, ad esempio, capiremmo subito che la “truppa” partiva a causa di convinzioni religiose ben manovrate da chi aveva interessi decisamente “terreni”, nel vero senso della parola. Così come le guerre di religione tra cattolici e protestanti furono abilmente gestite dai principi tedeschi che avevano il desiderio, peraltro legittimo, di liberarsi dal giogo impositivo della Chiesa Romana.

Le religioni non sono di per sé elemento di divisione, ma è un fatto storicamente dimostrato che gli interessi di potere utilizzano ogni strumento possibile per realizzare i propri scopi, compresa l’appartenenza religiosa. I vari tipi di potere sanno perfettamente che l’istinto naturale spinge l’uomo, per autotutela, a costituirsi in gruppo, in setta, in clan, in tribù. Tutte le organizzazioni mafiose lo sanno benissimo. Anche l’appartenenza religiosa soddisfa molto bene questo istinto ed i poteri di tutti tempi ne hanno approfittato ampiamente.

I terroristi che dicono di ispirarsi all’Islam sono manovrati da poteri che con l’Islam e la religione non hanno nulla a che vedere. I giovani che si fanno esplodere hanno sicuramente subìto un indottrinamento con coloritura religiosa (nessuno andrebbe al macello senza una motivazione radicalmente profonda), ma anche in questo caso la religione è solo uno strumento, diabolico, usato perversamente. Per inciso, inoltre, vorrei annotare che la stampa giapponese, giustamente, non definisce “kamikaze” i terroristi suicidi. I militari giapponesi kamikaze compivano atti bellici contro altri militari in guerra: la differenza con i terroristi che colpiscono civili indifesi di ogni età mi sembra evidente.

Ritorno ora sul fatto che spinge l’uomo per istinto a socializzare per dividersi. Sembra una contraddizione, ma l’uomo per istinto (l’istinto del branco) socializza perché si sente più sicuro nel proprio gruppo di appartenenza che poi, però, lo porta a contrapporsi con chi è all’esterno del proprio recinto. Non è indispensabile la religione per dividersi in gruppo, non è necessario neppure un partito politico: basta una squadra di calcio, anche non rilevante a livello nazionale; pensiamo ai litigi e alle risse scatenate talvolta tra i genitori che assistono a partite disputate dai loro figli bambini!

Per ultimo vorrei ricordare un aspetto fondante del Cristianesimo: la sua cattolicità, cioè la sua universalità (l’espressione greca “cattolico” significa “universale”). Quando il Credo, accettato da tutte le confessioni cristiane, dice “Credo la Chiesa cattolica” intende affermare l’universalità come caratteristica irrinunciabile del Cristianesimo, non vuole certo dire “Credo nella Chiesa Cattolica Romana”. L’Evangelo di Gesù Cristo annuncia proprio questo: il superamento della fede ebraica in un Dio nazionale, inevitabilmente settario. L’Evangelo di Cristo rompe le catene e le pastoie del tempio dove era stato posto il Dio di Abramo, e, quindi, rompe per sempre ogni pretesa religiosa di costruire recinti sacri. Se quindi nella storia accade, ed infatti è accaduto, che le chiese cristiane siano elemento di divisone, violenza e guerra, sul banco degli accusati non va posta la religione cristiana nata dall’Evangelo, ma il suo umano tradimento.

L’accusa nei confronti delle religioni di essere fautrici di divisione e violenza credo che nasca, un’altra volta, da interessi di potere e chi l’accetta rischia, come nel famoso proverbio, di “buttare via il bambino assieme all’acqua sporca”.

Nota: l’immagine di copertina ha la sua spiegazione in questo mio articolo  Pace fittizia

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