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Archivio Settembre 2015

L’equinozio autunnale di San Michele

21 Settembre 2015 Commenti chiusi

L’equinozio d’autunno, cioè l’attimo in cui il sole si trova esattamente nell’intersezione tra l’eclittica e l’equatore terrestre, avviene nel nostro emisfero il 22 o il 23 di settembre a seconda dell’anno e, ovviamente, ad orari diversi.

La festività di San Michele Arcangelo (1), il 29 settembre, ha, probabilmente, un rapporto diretto con l’equinozio d’autunno. Secondo il Cattabiani: “Molte funzioni equinoziali e mediatrici di Mithra-Sole-Hermes vennero ereditate da san Michele la cui festa cade in Occidente nel periodo immediatamente successivo all’equinozio, ma ad esso analogo simbolicamente perché segna nelle campagne la fine della stagione luminosa e calda: al 29 settembre, che originariamente a Roma ricordava la dedicazione all’arcangelo di una basilica del secolo V”. (2)

San Michele (nome che significa, in ebraico, “Chi come Dio?”) chiude una fase importante del ciclo agricolo, culminante nel periodo dell’equinozio autunnale, in cui la maggior parte dei frutti raggiunge la completa maturazione, almeno alle nostre latitudini. Per questo nacque  il detto: “Per San Michele ogni straccio sa di miele”, cioè ogni frutto è maturo.

Nel passato, tuttavia, per San Michele vi era un’occorrenza in molti casi triste o, addirittura, tragica per le famiglie povere: era consueto che il 29 settembre scadessero i contratti di locazione. Per questo si diffusero i detti: “Fare San Michele”, cioè traslocare, e “San Michele ribaltato”, riferendosi ad un fatto spiacevole con conseguenze non prevedibili, come quando si rovesciava un carro con tutto il suo carico, durante la miseria di quei traslochi forzosi (3). Ignoro se vi sia un legame con la tradizione che vorrebbe San Michele a guardia del Paradiso terrestre dopo la cacciata di Adamo ed Eva…

Un’altra notevole analogia con Mithra-Hermes è il ruolo di pesatore d’anime attribuito a San Michele, che, infatti, molto spesso è raffigurato con una bilancia a due piatti, come si può vedere nell’immagine di copertina (mosaico del Duomo di Torcello). Non escludo che anche questa funzione di San Michele riconduca l’Arcangelo ad un ruolo equinoziale: la bilancia a due piatti, diversamente dalla stadera, si basa sul principio fisico della leva di primo genere, con il fulcro al centro di due bracci uguali. Uguali, appunto, come il dì e la notte nel giorno equinoziale.

(1)  San Michele e il Diavolo

(2) Alfredo Cattabiani, Calendario, Rusconi, pag. 293.

(3) In molte regioni i traslochi erano spostati al termine del ciclo dei lavori agricoli: di solito l’ 11 novembre. Per questo nacque l’espressione: “Fare San Martino”.

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San Michele e il Diavolo

15 Settembre 2015 Commenti chiusi

Non fu la normale misoginia della cultura umana a dipingere il Diavolo con fattezze femminili nella tempera riprodotta a fianco.

Il quadro fu dipinto da Leonardo da Pistoia nel 1542 su commissione del Cardinale Diomede Carafa ed è collocato nella Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina di Napoli.

Sono due le “storie” più famose che spiegano l’esistenza di quest’opera. Una è stata sdoganata da Matilde Serao, che in “Leggende napoletane” racconta della passione amorosa del Cardinale Carafa per una nobildonna. Un’altra versione vuole che fosse la donna ad essere invaghita dal Cardinale, che, invece, oppose strenua resistenza. Resta il fatto che nel quadro l’Arcangelo Michele ha il volto del Cardinale e il Diavolo quello della nobildonna. A Napoli, inoltre, è rimasto il detto: “Sei bella ed infame come il Diavolo di Mergellina”

In ogni caso la tempera si colloca nell’immenso numero di opere del patrimonio artistico mondiale dedicate a San Michele Arcangelo, raffigurato molto spesso nella sua epica lotta contro il Diavolo.

In effetti San Michele Arcangelo è patrimonio della cultura ebraica, cristiana ed islamica. È presente nella Bibbia, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento, sia nei testi canonici che negli apocrifi ed è presente anche nel Corano.

Nella Bibbia campeggia soprattutto nella lotta contro il Diavolo fin dalla ribellione di Satana e degli altri angeli ribelli cacciati, appunto, negli Inferi. Non compare invece negli Evangeli, ma alcune confessioni attinenti al Cristianesimo individuano in San Michele lo stesso Gesù prima dell’Incarnazione. Particolarmente devoti a San Michele furono i Longobardi, come testimoniano molti toponimi del loro territorio. Anche la cultura russa fu affascinata dall’Arcangelo.
Il suo culto nella liturgia cattolica ebbe particolare importanza per opera di Papa Leone XIII (1810-1903) che, in seguito ad una visione nel 1884, compose alcune preghiere esorcistiche da recitare al termine della S. Messa, poi soppresse dal Concilio Vaticano II. Riproduco la più famosa.

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Obsculta fili…

3 Settembre 2015 Commenti chiusi

“Non ti sembra che la mia occupazione assomigli a quella d’un maggiordomo che deve obbedire a tutta un’elaborata etichetta per annunciare al padrone in veste da camera e monocolo che il palazzo avito sta bruciando?” (1) Così scrive il monaco mandato a Roma per “punizione” a studiare musica, mentre inizia a divampare l’incendio della seconda guerra mondiale.

Quante volte mi è passato e mi passa nell’anima della mente questo pensiero dubbioso, mentre adempio con diligenza i mille impegni quotidiani di lavoro considerati inelusibili, ma forse inutili, in questo nostro mondo degradante in cloaca che brucia!

Io credo nell’amore a prima vista quando “incontro” un libro. Così è stato per La messa dell’uomo disarmato, un romanzo sulla Resistenza di Luisito Bianchi, Sironi Editore (2). Un libro straordinario, così come la sua storia: “Il libro, circolato in edizione autoprodotta e autofinanziata a cura di un gruppo di amici dell’Abbazia di Viboldone tra il 1989 e il 1995, è stato un best seller al di fuori del mercato librario, diffondendosi ‘di mano in mano, da amicizia in amicizia’. L’editore Sironi lo propone al grande pubblico, convinto dell’altissimo valore artistico e civile dell’opera, da annoverare tra i capolavori letterari del nostro Novecento.” (3)

Cito dalla recensione di Corrado Augias: “Vi invito a imitare l’immaginario discepolo della Regola e a porvi ‘in ascolto’ di questo romanzo, così importante e scomodo per i nostri tempi senza memoria.” (4)

(1) Luisito Bianchi, La messa dell’uomo disarmato, Sironi Editore, pag. 14.

(2) http://www.nicodemo.net/pdf/bianchi-messa_uomo_disarmato.pdf

(3)  http://www.viboldone.it/luisito-bianchi/libro_messa_uomo_disarmato.php

(4) http://www.viboldone.it/luisito-bianchi/luisito/messa_uomo/corrado_augias_circolo.pdf

 

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