Archivio

Archivio Maggio 2015

Nel giorno della Santissima Trinità

31 Maggio 2015 Nessun commento

La parola Spirito deriva, ovviamente, dal latino “Spiritus” (da “spiro”, cioè “respirare”, “soffiare”) ed è, anche nella lingua originale, di genere maschile. Da questo fatto nasce l’equivoco di una Trinità tutta maschile.

Mi sembra bello, invece, ricordare che la cultura ebraica ha pensato l’onnipotente Creatore circondato da potenze di genere femminile: da una parte la Ruach – vento di Dio, dall’altra la sua Sapienza (dice la Sapienza in Proverbi, 8,22: Il Signore mi possedeva al principio della sua via, avanti le sue opere, ab eterno - traduzione di Giovanni Diodati).

Purtroppo non possiamo dimenticare che nel nome della S.S. Trinità i poteri sedicenti cristiani non persero l’occasione per scatenare guerre e massacri.


Categorie:On the road Tag:

Scrittori e scrittori

27 Maggio 2015 Nessun commento

Mi piace questa idea di Elio Vittorini per “catalogare” gli scrittori.

Io” li distinguo così:

Quelli che, leggendoli, mi fanno pensare “ecco, è proprio vero”, e che cioè mi danno la conferma di “come” so che in genere sia nella vita.

E quelli che mi fanno pensare “perdio, non avevo mai supposto che potesse essere così”, e che cioè mi rivelano un nuovo, particolare “come” sia nella vita.

Elio Vittorini, Il bargello, n. 53, 1933, (citato dall’autore in: Diario in pubblico, Bompiani)

Categorie:On the road Tag:

De feneratione, opera poco nota di Seneca

26 Maggio 2015 Nessun commento

Nella lingua latina il sostantivo “usura” significava semplicemente “interesse”, mentre il significato espresso dal vocabolo italiano “usura” era in latino definito dal sostantivo “feneratio”. Come ho già detto altrove, la storia della lingua è fondamentale per capire la storia umana (1). Tuttavia, ora, passo oltre e spiego la ragione del titolo in testa a questo articolo.

Molto spesso sul web ci imbattiamo in aforismi tratti dalle opere di Lucio Anneo Seneca e rimaniamo affascinati dalla modernità di pensiero di questo autore latino dell’età neroniana. Molti ignorano, però, che questo maestro di pensiero, fu un potente latifondista arricchitosi soprattutto prestando denaro ad altissimo interesse. Insomma: Seneca era un usuraio, in senso moderno,  e praticava la “feneratio”. Le sue pretese esorbitanti determinarono addirittura la rivolta dei Britanni, soffocata nel sangue nel 59 d.c.

Lo scrittore Herman Melville di fronte al busto riprodotto qui a fianco (oggi sappiamo che non raffigura Seneca) espresse tutta la sua profonda disistima per l’autore latino e lo paragonò ad un agente di Wall Street.

Mi fanno sorridere i tentativi di molti storici della letteratura latina di giustificare le contraddizioni tra la vita e il pensiero del maestro di Nerone: chi predica bene e razzola male non può essere un maestro di pensiero, ma nulla ci impedisce di ascoltare le sue parole e farne buon uso.

(1) Il parroco non “viene” dalla parrocchia

 

Categorie:On the road Tag:

Pentecoste: Pasqua delle rose

24 Maggio 2015 Nessun commento

 

Scrive Cattabiani (1): “Un tempo la Pentecoste veniva chiamata anche Pasqua rosa o rosata, oppure Pasqua delle rose perché in molte chiese francesi e italiane, per ricordare la discesa dello Spirito Santo sopra agli apostoli si facevano piovere durante la messa, al canto di terza o della sequenza, rose, fiori e talora addirittura batuffoli di stoppa accesa.

Il simbolismo della rosa si adatta perfettamente alla Pentecoste poiché il fiore ha evocato soprattutto il simbolo dell’Unità che si manifesta con i suoi archetipi, i petali, informando il creato”.

Cattabiani prosegue, per esemplificare, con una citazione tratta dai Quattro quartetti di Thomas Stearns Eliot:

E tutto sarà bene, e

ogni sorta di cose sarà bene

quando lingue di fuoco s’incurvino

nel nodo di fuoco in corona

e il fuoco e le rose sian uno

 

(1) Alfredo CattabianiCalendario, Rusconi, pagg. 228-229

Categorie:On the road Tag:

21 maggio 2007 – 21 maggio 2015: profumo di bosco, ancora

21 Maggio 2015 Nessun commento

 

Sono passati otto anni da quando mio papà-gigante mi ha lasciato. Il vuoto non si è colmato e non credo che si colmerà mai.

Pensarlo come fosse vivo, e mi capita molto spesso, mi riempie solo l’anima di nostalgia.

Questa nostalgia ha un nome: profumo di bosco, come dicevo in questo post di due anni fa.

Profumo di bosco (21 maggio 2007-21 maggio 2012)

Cinque anni fa, come oggi, mio papà non vide più sorgere la luce del sole. Dentro di me rimane il senso di un epoca finita per sempre.

Tempo dopo, passeggiando in un bosco, mi venne di getto l’espressione delle parole che oggi sovrascrivo su una mia foto scattata ad un tronco franto.

Il bosco era l’habitat più amato da mio papà, dove tentò spesso di insegnarmi i nomi delle piante, rigorosamente in dialetto. Da mio papà ho imparato, invece, a riconoscere l’unica forma possibile della saggezza: l’amore.

P.S.: sono felice di annotare che il testo “Profumo di bosco” è citato, con molta intelligenza, nel volume: E tu che uomo sei? di Monica MorgantiFranco Angeli Editore, pagg. 77-78

 

Categorie:On the road Tag:

Giuseppe, uomo giusto

16 Maggio 2015 Nessun commento

Giuseppe, modello di uomo giusto: sono felice che si parli di lui (1). I Vangeli trascurano quest’uomo, nonostante sia, nelle mani di Dio, l’angelo custode di Gesù, dalla nascita alla maturità. L’immagine che ho posto accanto non è stata scelta per caso: è un’icona che rappresenta Giuseppe giovane, mentre l’iconografia tradizionale lo ritrae quasi sempre vecchio. Inoltre l’artista lo propone con i tratti abituali attribuiti a Gesù: mi pare oltremodo bella questa somiglianza che sancisce la paternità di Giuseppe.

Giuseppe accetta, come Maria, di essere, nelle mani di Dio, attore nel piano di salvezza dell’umanità che si realizzerà nell’Evangelo di Gesù, quando questi diverrà il Cristo. Eppure Giuseppe, anche se proclamato Santo (ci mancherebbe altro che la Chiesa non lo avesse riconosciuto!), è fin troppo ignorato.

Se ci pensiamo bene non è, questo, un fatto strano. Milioni di uomini giusti vivono nell’anonimato: non fanno miracoli, non emergono o, forse, non vogliono emergere. Milioni di uomini giusti, con il loro umile cammino, magari misconosciuti, talvolta perseguitati, quasi sempre ignorati, permettono con il loro umile passo di portare nel mondo la Giustizia di Dio. Quella Giustizia, alta e immensa, che non fa parlare di sé, ma lavora lentamente, costantemente e permette all’Evangelo di resistere contro l’arroganza, la stupidità e la cattiveria, che sono, invece, spettacolari.

Giuseppe è uno di questi uomini giusti, indispensabili nell’opera di Dio, e, quindi, ignorati dall’umanità. Giuseppe: pietra d’angolo nelle mani di Dio, ma ignorata dai sedicenti costruttori.

(1) Mi riferisco a questo piccolo gioiello (“piccolo” per dimensione): Federico Roncoroni, Ave, Maria, La Provincia Editoriale, in particolare da pag. 75 a pag. 84.

Un altro utile riferimento bibliografico è: Geoffrey Parrinder, Figlio di Giuseppe. La famiglia di Gesù, Editore Claudiana.

Segnalo anche: Martino Morganti, Dalla parte di Giuseppe,

http://www.tempidifraternita.it/archivio/martinoweb/martino7.htm

 

Categorie:On the road Tag:

Primo maggio

1 Maggio 2015 Nessun commento

 

    Nella festa del primo maggio mi sento solo: la classe operaia è andata in paradiso…

Categorie:On the road Tag: