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Su la maschera

17 Febbraio 2015

In altre occasioni ho parlato della collana il “Il filo rosso” di Cittadella Editrice (1).

Il libro che presento in questo articolo, Su la maschera!, è la seconda uscita della collana, avvenuta nel 2010, e, significativamente, ha per sottotitolo: Usi e abusi da Ester alla chirurgia estetica. 

Il volume si divide in due parti: la prima, di Rosanna Virgili, si intitola Il libro di Ester e le sue maschere; la seconda, di Rosanna Fersini, si intitola La maschera.

Rosanna Virgili, biblista profonda e “contemporanea” (dove l’aggettivo “contemporanea” non vuole essere una semplice connotazione cronologica), espone con grande raffinatezza culturale i contenuti di Ester, libro dell’Antico Testamento. L’autrice ci conduce per mano tra i complicati labirinti di questo libro che motiva le ragioni stesse del carnevale ebraico: il Purim, etimologicamente derivato dal termine accadico puru, “destino”. La storia narrata in Ester ci parla espressamente di un tentativo di pulizia etnica contro il popolo ebraico, sventato grazie all’abilità di travestimento di Ester, che determina il ribaltamento della “sorte” degli Ebrei. Non per niente il carnevale ebraico è detto anche: “festa delle sorti” ed è, con ogni evidenza, nato nella diaspora.

L’amica Rosanna Fersini, invece, ci accompagna con grande intelligenza tra le pagine della storia della maschera, dal mondo antico ad oggi. In realtà il testo non vuole essere una mera esposizione del concetto di maschera e del suo uso nel corso della storia umana. In questo lavoro c’è, piuttosto, la passione dell’autrice per sollevare la maschera che cela comportamenti sociali regressivi: la maschera che prende il sopravvento sull’uomo. Quando questo avviene – spiega l’autrice – l’uomo cerca un’identità negli archetipi al di fuori della storia: “Il rischio è che anche nel nostro tempo si formi, per dirla con Claudio Bonvecchio, un grande esercito di mascherati, espressione di incontrollabili e spaventose forme archetipiche” (pag. 154).

A conclusione pubblico con molto piacere, violando un po’ la privacy, la dedica che Rosanna Fersini ha voluto regalarmi.

(1) la pancia di Crono e Viaggio nel Cantico dei cantici

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