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Archivio Novembre 2014

“il rumore occupa ogni spazio, consumando una vita che non è più vita”

14 Novembre 2014 Nessun commento

 

Sant’Antonio, camminiamo

per le stesse strade

che tu hai percorso con lo zelo dell’apostolo.

Le nostre piazze custodiscono ancora viva

l’eco della tua parola,

che nasceva dal silenzio e

per questo profumava di Dio ed entrava nel cuore della gente.

Sant’Antonio, oggi le nostre strade

sono mute di parole

perché il rumore

occupa ogni spazio,

consumando una vita

che non è più vita.

E’ urgente un’ondata di santi,

che diano voce a  Cristo

con un’esistenza piena di vangelo

e con parole cariche di gioia e di speranza.

Sant’Antonio, entra nelle nostre case

e metti olio nella lampada della nostra debole fede.

Prega affinché i genitori

si accendano di entusiasmo

e trasmettano ai figli l’unica eredità che conta:

la fede in Gesù!

Sant’Antonio prega per noi! Amen!

 

Testo di Angelo Comastri.

L’immagine è riprodotta dal Calendario Antoniano 2014 delle Edizioni Messaggero di Padova

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La “Grande Guerra”

1 Novembre 2014 Nessun commento

“Quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell’uomo.”

Così Oriana Fallaci terminava la prefazione al suo “Niente e così sia” (1). Il libro nasceva dalla sua esperienza di giornalista inviata nell’inferno della guerra in Vietnam, ma in realtà è molto più di un reportage di quel conflitto, che, pure, ha segnato la gioventù di noi nati tra il ’50 e il ’60.

Questo libro, assieme a pochi altri, è stato per me un autentico “libro di formazione”: lo lessi negli anni della mia adolescenza e imparai, e da allora non ho più dimenticato, che “in nome della democrazia, del cristianesimo, della libertà, si massacra tanto bene quanto in nome del ‘grande’ Reich” (2); imparai, e da allora non ho più dimenticato, i meccanismi mentali ipocriti di noi povera umanità.

Imparai l’orrore della guerra, che nella storia non ha mai risolto nulla.

La Prima guerra mondiale ebbe le sue origini nei problemi ereditati dai conflitti europei dell’Ottocento; la Seconda guerra mondiale fu il risultato delle ingiustizie create dalla Prima: il nazismo, infatti, nacque e crebbe in un contesto di grande disagio sociale, determinato dalle pretese oltremodo insostenibili delle potenze vincitrici.

L’anno prossimo ricorre il centesimo anniversario dell’entrata in campo da parte dell’Italia nella Prima guerra mondiale: la cosiddetta “Grande Guerra”. Com’è noto questo conflitto fu soprattutto una guerra di trincea che, si dice, coinvolse solo in parte la popolazione civile. Quanto c’è di vero in questa affermazione? Direi molto poco. I militari italiani mandati al macello non erano per nulla addestrati: erano quasi sempre contadini strappati alle campagne, rubati alla loro terra. Ha senso allora distinguere tra civili e militari? Non credo: in trincea c’erano civili vestiti, male, da soldati.

Quello che ai miei occhi rende ancora più atroce questa guerra è il fatto che fu determinata dalla volontà dei governi di rinunciare al lavoro diplomatico. Gli accordi delle diplomazie avrebbero inevitabilmente generato scontenti nelle opinioni pubbliche nazionali e, pertanto, i governi preferirono ricorrere alle armi, mandando al macello il popolo.

Come dicevo, uomini del popolo inesperti, male equipaggiati, sotto la guida di grandi ufficiali da parata, quasi sempre inetti, andarono allo sbaraglio.

Il senso del dovere di questi soldati-civili, tuttavia, generò uno slancio eroico veramente notevole che merita davvero, senza nessuna retorica, onore e memoria. 

Ciò non toglie che la “Grande Guerra” fu inutile ed ingiusta come tutte le guerre.

 

(1) Oriana Fallaci, Niente e così sia, Rizzoli 1969

(2) Ivi, prefazione

 

Richiamo qui il mio post del 4 novembre 2011:

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