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Archivio Giugno 2013

Isola d’Elba

14 Giugno 2013 Commenti chiusi

Qualche giorno fa rovistando nel mio archivio ho trovato un floppy che conteneva, tra l’altro, alcune righe del 1997 dedicate all’Isola d’Elba, dove ho passato per circa dieci anni le vacanze estive con la mia famiglia. Abbiamo bellissimi ricordi di quegli anni. Al mattino presto mi svegliavo al tubare delle tortorelle appollaiate sul tetto della camera. Uscivo spesso all’alba passeggiando per la campagna dove i contadini stavano sarchiando la terra tra gli olivi o le viti. Quando la bagnavano, con molta parsimonia perché lì l’acqua era un lusso, la terra sembrava rilasciare un profumo forte, quasi inebriata da quelle poche gocce. Del resto assaporavo ad ogni passo altri profumi, più o meno intensi, della vegetazione mediterranea. Le api (non per niente sono un simbolo dell’isola) lavoravano già tra gli eucalipti, albero importato e ben attecchito: se sostavo anche poco sotto a loro ero ben presto ricoperto dalla pioggia degli elementi floreali che cadevano.

Tutto questo era l’unica nostalgia dell’entroterra che mi rimaneva quando raggiungevo la spiaggia, gli scogli e il mare. Lì evaporava ogni ansia e pensavo alla bellezza del giglio cui basta davvero poco per esistere: la sabbia.

 

Nell’azzurro nel mare

o del cielo, forse,

il sogno getta l’ancora

e le ansie volano via

su ali di gabbiano.

 

Lì evaporano le nubi gonfie

e se nostalgia rimane

è solo per le api, all’alba,

tra i fiori di eucalipto,

o per l’odore forte della terra arsa

appena sarchiata

e da poche gocce bagnata:

terra di viti, di malve,

mirti, olivi, e ginepri.

 

Al giglio, comunque, basta la sabbia.

 

(Lacona, luglio ’97)

 

N.B.: ho scattato le foto di questo post a Lacona di Capoliveri nel 1997 con una fotocamera non digitale. Queste immagini sono, pertanto, digitalizzate tramite scanner.

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