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Archivio Novembre 2012

altre riflessioni sul potere

29 Novembre 2012 Commenti chiusi

 

Poiché qualcuno mi ha chiesto il “significato” di questo testo, vorrei precisare che talvolta le parole vanno percepite “immediatamente”, cioè senza mediazione, lasciando alla propria anima/mente di capire quello che vuole: ciascuno di noi ha diritto di afferrare i contenuti più necessari.

Ogni lettore, quindi, produce il testo che legge.

Tuttavia anche l’autore, ovviamente, ha una lettura del testo che produce.

Dirò, quindi, che cosa significano per me queste parole, ma non pretendo di esaurirne i contenuti.

Si inizia con una visione d’acqua. L’acqua è l’elemento essenziale per la vita o, almeno, per la vita che conosciamo. Possiamo dire che l’acqua è la vita. Purtroppo né la vita in generale, né la nostra in particolare e neppure l’acqua sono innocenti. Le nostre vite non sono innocenti: né nei nostri confronti, né nei confronti dei nostri discendenti. Il mondo che ci circonda lo dimostra, anzi: l’acqua stessa, così avvelenata per colpa nostra, evidenzia la nostra mancanza di innocenza. E, credo, nulla meglio del veleno del ragno rappresenti simbolicamente la mancanza di innocenza della vita: il ragno preda con l’inganno. Il ragno non ha neppure bisogno di correre e rischiare la propria vita per raggiungere la vittima.

Vita non innocente, dunque, che si svolge e sviluppa al passo del tempo malandrino, come la notte del ladro. La notte, di per sé, dovrebbe essere simbolo di riposo, sogno o piacere. Ma la notte del ladro è tempo ancora una volta vissuto per ingannare, rubare e fuggire. E’ un tempo non per il sogno e per il futuro: è un tempo vissuto con ansia e malanimo.

Noi di tutto questo abbiamo sentore, eppure strisciamo sulla terra come i serpenti e i vermi accettando di vivere come viviamo, usando il tempo per farci del male. Alcuni addirittura si vantano della propria sorte perché credono di avere potere.

Si giunge così alla parte conclusiva del testo. Chi è più colpevole: chi si vanta del proprio potere o chi ne è la vittima? A questa domanda mi assopisco, cioè perdo lo stato vigile, senza addormentarmi. Una sorta di limbo: una zona inesistente tra la colpevolezza e l’innocenza. Luogo strano, inesistente, come è strana quella espressione “lungo il suo sentiero”, dove “suo” può riferirsi sia a potere che a vittima. Anzi: il sentiero della vittima è sicuramente quello del potere.

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San Martino

11 Novembre 2012 1 commento

Su San Martino e i suoi misteri ci sarebbe molto da raccontare. Molte aree culturali hanno proverbi che si riferiscono a questa figura.

Nato in Pannonia attorno al 316, fondò il primo monastero europeo. Morì l’8 novembre del 397 e l’immenso corteo funebre si svolse l’11 novembre.

A lui sono legate numerose leggende oltre a quella famosissima del mantello, nata per spiegare la cosiddetta “estate di San Martino”.

L’aspetto più interessante, credo, si riferisce al suo antagonismo con il diavolo. Secondo una leggenda il Santo lo avrebbe pure burlato: lo convinse, con uno stratagemma, a costruire un ponte in muratura a Point-Saint-Martin, in Valle d’Aosta, sul torrente Lys.

Il suo culto, come spesso accadde, andò a sostituire tradizioni precedenti: in questo caso il capodanno celtico. 

(La foto è stata scattata nell’Oratorio di Sant’Anna ad Albiolo)

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il sentiero della vittima

1 Novembre 2012 Commenti chiusi

 

quest’acqua innocente

come il veleno del ragno

questo tempo che scorre

come la notte del ladro

questo nostro strisciare

come se fosse normale

tutto questo ci appartiene

ed è nostro vanto

 

mi assopisco al pensiero

se sia peggio il potere

o la vittima pigra e lenta

lungo il suo sentiero 

                                                   by anto

 

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