Archivio

Archivio Luglio 2012

la parola che mi basta

30 Luglio 2012 Commenti chiusi
Categorie:On the road Tag:

26 luglio: Sant’Anna

27 Luglio 2012 Commenti chiusi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi osserva il cattolicissimo dipinto di Masaccio “La Madonna col Bambino e sant’Anna” (opera databile tra il 1424 e il 1425, conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze) difficilmente vi ravvede la raffigurazione di una trinità pagana, diversamente un iniziato di Eleusi lo avrebbe ben compreso (si veda: Cattabiani, Calendario, Rusconi).

Il culto di Sant’ Anna sorge in Oriente nel secolo VI. Va notato che la figura e la vicenda di Anna, madre di Maria e nonna di Gesù, non sono presenti negli Evangeli canonici, ma negli apocrifi ed in particolare nel Protovangelo di Giacomo. Anna, definita sterile, partorisce Maria per grazia di Dio. Il suo nome si collega a quello di Hannàh, madre sterile di Samuele, derivato dal verbo hanàn che significa “concedere grazia”.

Inevitabilmente Sant’Anna diventa la protettrice delle partorienti e delle donne che desiderano la maternità (ma anche dei minatori che, infatti, portano alla luce ricchezze).

Ma come mai la Chiesa Cattolica venera come santa una donna che non compare neppure nei Vangeli canonici? E’ noto che molte tradizioni cristiane trovano origine negli apocrifi, fonte, peraltro, di gran parte dell’iconografia religiosa, ma in questo caso si tratta di un fatto ben più importante: la canonizzazione di una santa.

Forse, anche in questo caso, la Chiesa ha risolto un problema derivato dal persistere di culti pagani in ambito contadino (non dobbiamo dimenticare che nei primi secoli la cristianizzazione fu un fatto tipicamente urbano che toccò solo di striscio i “pagi”, cioè i villaggi rurali).

Nell’antica Roma aveva avuto fortuna il culto di Anna Perenna. La leggenda voleva che fosse sorella di Didone, e che, dopo essere stata accolta nel Lazio da Enea, fosse morta tragicamente nel  Numicio, fiume perenne, dove sarebbe stata trasformata in ninfa. Dal fiume perenne (amne perenne) deriverebbe il suo nome Anna Perenna. Le feste del suo culto cadevano nel mese di marzo, ed iniziavano il nuovo anno (annare). Ovidio la collega alla simbologia lunare della Grande Madre e quindi il nome di Anna Perenna potrebbe collegarsi al concetto di “essenza vitale del cosmo” che nella lingua sanscrita è espresso con la parola “anna”. Nell’Induismo la dea Annapurna è “la luce che sazia ogni essere” (Cattabiani, op. cit., pag. 265).

Ecco spiegata allora la necessità di una Sant’Anna cristiana: nel dipinto del Masaccio Anna sovrasta Maria, ma in terzo piano (il dipinto è noto come “Metterza”, cioè: “messa a fare da terza”). Anna, la Grande Madre, protegge Maria generatrice della “spiga” che salva l’umanità.

Categorie:On the road Tag: