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Archivio Marzo 2012

ti amo “davvero”

26 Marzo 2012 Commenti chiusi

 

“Ti amo davvero”. L’autore di questo graffito ha voluto esprimere un sentimento in modo incontrovertibile. Eppure questa frase è il manifesto del vuoto in cui vivono le nostre parole. Le parole “ti amo”, quando hanno significato, non necessitano di avverbi o di aggettivi o di altro ancora. Le parole “ti amo” bastano a se stesse. Purtroppo la falsità che ci circonda detta le regole: le regole dello spettacolo. Oggi tutto è spettacolo, la politica prima di tutto, dove niente ha più valore ed in particolare le parole che hanno perso ogni dignità.

Forse l’autore di questo graffito ha scritto la parola “davvero” perché consapevole della realtà in cui viviamo.

A lui e a tutti noi vorrei ricordare queste parole: “Sia il vostro parlare: sì, sì, no, no; ma ciò che è di soverchio sopra queste parole, procede dal maligno.Matteo, 5:37 (traduzione di Giovanni Diodati)

 

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come il fiore del susino

23 Marzo 2012 Commenti chiusi

 

Come questo ramo di susino

fiorito in cattività

nel secchio d’acqua immerso,

è il pianto nascosto

per le vite che ti hanno sorriso

appena

e sfiorato accanto:

il dramma della prigione

che è quotidiana esistenza,

inelusibile vicenda.

Tu – la tua primavera

dal cuore esplosa-

come questo ramo di susino.

 

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Siamo tutti nel mistero della vita e della morte

21 Marzo 2012 Commenti chiusi

Siamo tutti nel mistero della vita e della morte: ricordando Rocco

2005

Rocco, è passata la nottata, ora ti penso dove le praterie sono immense e i cavalli, liberi e fratelli, ti corrono incontro: è l’unico paradiso che so immaginare. Lì aspettami: ci sarà certamente la vasta ombra di un faggio sotto cui poter riposare e bere una buona birra. Ci racconteremo vecchie storie e non temeremo il tempo, perché il suo scorrere sarà infinito. 

Ora, però, stammi al fianco sul tuo Bandito al passo.

2006

Rocco, un anno è trascorso. La primavera iniziata nel giorno in cui sei partito ha poi avuto fine nelle stagioni che sono seguite.

Oggi ritorna, ovviamente, come sempre.
Tutto sembra travolgere noi che riempiamo di “ragione” il tempo che passa.
Alla fine, penso, ci ritroveremo seduti da qualche parte, tu con la tua sigaretta, io con la mia birra, a guardare la gente che ha molto da fare.
Rocco, lo so, non sei mai partito.

2007

 

Rocco, quest’anno ti voglio ricordare con questa foto che feci ad una delle tue preferite. Quanto tempo, fatica e fiato, quanta passione, davvero, dedicati a questa meraviglia della natura!
Rocco ci sei, lo sappiamo: nessuno di noi, che ti ha stretto la mano con cuore sincero, ti potrà mai dimenticare!

2008

Gli anni passano, ma non mi dimentico di te, Enzo Rocco, amico e fratello (qualche volta sei stato un fratello maggiore, qualche volte un fratello minore …). La nostra amicizia è nata durante il periodo più bello della mia vita. Avevo da poco incontrato la Lilly e con lei stavo iniziando una storia che non sarebbe più finita. Come la nostra amicizia, vero Rocco?

Se esiste un luogo che somiglia al Paradiso, lì sei, assieme a mio papà, che mi ha lasciato l’anno scorso.

Arrivederci, amico mio!

2009

Alle volte si stava anche mesi senza sentirci. Poi una telefonata: “come stai vecchia ciabatta?”. Era bello sapere che c’eri, comunque. Bastava un fischio ed eravamo in pizzeria o a casa mia. A proposito di mangiare: ti ricordi quando lavoravamo assieme e tu, a metà mattina, eri capace di fare uno spuntino con un pezzo di merluzzo fritto ricoperto di pastella unta e fredda e, poi, magari mi dicevi : “mah, sun minga tant a post (non sto troppo bene)”?

A proposito del dialetto: era un fatto comico che tu, calabrese di nascita, parlassi molto meglio di me il comasco; quando eravamo assieme la gente pensava che tu fossi settentrionale ed io meridionale.

Quante ne potrei raccontare, Rocco: più di vent’anni di amicizia vera non sono un semplice ricordo.

Come allora so che ci sei.

 

Siamo tutti nel mistero della vita e della morte, suo banale elemento.

 

 

 

 

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