Archivio

Archivio Ottobre 2010

passeggiata sovversiva

31 Ottobre 2010 Commenti chiusi

mare

“La passeggiata riconcilia con il tempo che scorre. Sotto i nostri passi spediti, le ore, le stagioni, gli anni recuperano il loro ordine: questa direzione dà loro un significato che, finalmente, sfugge all’assurdo. Lo spazio che percorriamo regola i nostri orologi intimi. Niente più discordanza, non urgenza, né ritardo, sposiamo il corso del tempo.

Il nostro spirito oscilla come un pendolo tra contemplazione e fantasticheria. Siamo fatti di sfumature: concentrati e permeabili al mondo, distratti e ritirati nel nostro mare interiore. Una volta messi in riga gli schiamazzi e i capricci del nostro Ego, riprendiamo un dialogo vero e limpido con noi stessi. In pace.

Saper contemplare la natura è una virtù. È rivelatore di un animo buono, secondo Kant. Il libero gioco che si crea tra la ragione, l’immaginazione e il mare, nella fattispecie, è un esercizio salutare.

Le nostre passeggiate possono seguire lo stesso percorso: non sappiamo in anticipo quel che vedremo. Verso quale lato tenderà oggi l’immaginazione? Da una parte, un campo marezzato come un marron glacé; dall’altra parte, un sentiero di gesso che scende tra le erbacce; da questo lato la cortina del mare che delimita l’orizzonte. La luce dell’acqua è una carezza. Accostamenti color vermiglio, blu zaffiro, verde giapponese, oro: da vera artista, la natura declina le sue tinte, scaccia il grigiore dai nostri occhi. Cediamo al romanticismo.

 

La passeggiata in riva al mare è inventiva. Ogni falcata apre prospettive inedite. Il paesaggio beccheggia. Che importa che tempo fa. La meteorologia si regola secondo i moti del cuore: umore errabondo, una brezza frizzante fa fremere le nostre narici.

Camminare sui sassi, lasciarsi pervadere dal loro frastuono. In Normandia dove vivo, i sassi non sono più semplici ciottoli, ma creazioni di Georges Braque inghiottite dalla Manica e risputate fuori ritmicamente.

La nostra testa è una sorta di smottamento. Cantiere di demolizione o di costruzione: lo ignoriamo. Spiaggia del disordine, spiaggia del caos: ci muoviamo in una geografia dell’anarchia. Respiriamo aria che non è ingabbiata. Un silenzio di qualità: le reti della telefonia mobile che ci paralizzano per ore intere non passano. Un tempo puro: tutto per noi e che non rientra in un’agenda. La passeggiata marina è sovversiva! Un’assenza di ordine nel duplice senso di riassetto e di autorità.

È proprio quest’assenza che ci manca e che è accordata per procura ai bambini. Guardiamoli correre sulla sabbia: ebbri di libertà, si godono lo spazio, lo percorrono ridendo e gridando, vanno ovunque, lontano, ancora più lontano e, ritornando in un’area che stabiliscono a loro misura, lo attraversano in tutti i sensi. Come le onde che navigano sull’immensità e ritornano a esplodere sulla riva.”

Tratto da: Cécile Guérard, Piccola filosofia del mare, Editore Guanda 2010

Categorie:On the road Tag: