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Archivio Maggio 2007

solitudine

31 Maggio 2007 2 commenti


Mentre Macondo celebrava la riconquista dei ricordi, José Arcadio Buendía e Melquíades scossero la polvere dalla loro vecchia amicizia. Lo zingaro veniva deciso a restare nel villaggio. Era stato nella morte, effettivamente, ma era tornato perché non aveva potuto sopportare la solitudine.

Da: Gabriel García Márquez, Cent’anni di solitudine, Feltrinelli

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sine verbis

31 Maggio 2007 Nessun commento
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papà

30 Maggio 2007 2 commenti


sei passato come un sorriso in questo cielo che mi avvolge ormai solo di nubi scure
sei passato come una carezza nei giorni tristi della mia vita
quante volte lungo i sentieri dei nostri monti ho accompagnato a te i miei passi
quante volte abbiamo lavorato fianco a fianco
quante volte ho sbagliato
quante volte non ti ho guardato non ti ho parlato
quante volte ti ho deluso
ora le lacrime sono vane
ed io sono niente davanti al buio del nulla

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nel legno

28 Maggio 2007 Nessun commento


il legno è stata la grande passione di mio papà.
amava i legni di “carattere”: noce, mogano, ulivo, ciliegio; ma non trascurava gli altri, anche quelli non lavorati tradizionalmente dalle nostre parti come la palma.
non sono mai stato favorevole al culto delle immagini, eppure le madonne di mio papà mi hanno sempre conquistato: forse il segreto sta nella loro ingenua semplicità, che nasce, però, da un lavoro sapiente e paziente.
o, forse, il segreto sta, come sempre, nell’amore.

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un gigante

26 Maggio 2007 3 commenti


Papi adorato, anche per te la nottata è passata.
E quale nottata! Orfano di padre a sette anni, hai poi trascorso la gioventù in guerra. Tornato a casa non hai trovato più nessuno: né tua madre né tua sorella.
Hai lavorato tutta la vita per il gusto di realizzare qualcosa di bello e non per il denaro, che non è mai stato un tuo interesse.
Sempre ottimista mi hai spesso sollevato dalle mie perenni depressioni, mi hai sempre invitato a guardare avanti.
Non ho imparato, purtroppo, ad essere buono e generoso come te, non ho imparato l’amore per il lavoro, non ho imparato il tuo ottimismo.
La malattia in questi ultimi anni ti aveva un po’ avvilito, un po’ umiliato. Il tuo declinare, per me, è stato un peso insopportabile che ha aumentato a dismisura la mia depressione.
Ti sei addormentato serenamente lunedì mattina, all’alba. Ci hai lasciato per sempre nell’ora in cui, quando ero bambino, ti alzavi per i lavori della campagna, prima di iniziare la tua attività “vera”.
E’ finito un mondo, un’epoca, e non so vedere dinnanzi a me che il buio.

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relazione

20 Maggio 2007 2 commenti
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Philadelphus

15 Maggio 2007 1 commento


eppure eri bello ieri con il tuo intenso sapore d’arancio

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maschi dopo l’uso (3)

14 Maggio 2007 1 commento
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maschi dopo l’uso (2)

14 Maggio 2007 Nessun commento
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maschi dopo l’uso (1)

14 Maggio 2007 5 commenti
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