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Archivio Aprile 2007

Cien años de soledad

29 Aprile 2007 3 commenti


Com’è noto quarant’anni fa, a Buenos Aires, Gabriel García Márquez pubblicò Cien años de soledad. Nel 1968 il libro uscì in Italia per i tipi di Feltrinelli e… dopo qualche anno lo lessi anch’io ai tempi dell’università. Questo romanzo, come pochissimi altri, regala al lettore una sorta di nostalgia durante una lettura successiva alla prima: il rimpianto per l’emozione irripetibile della prima volta. L’incipit ci prende e ci conduce lungo le pagine del libro: “Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio”. Non mi pare che l’autore sia riuscito più, in seguito, con le sue opere, a darci un’emozione eguagliabile a quella generata da Cent’anni di solitudine, con esclusione, forse, di Cronaca di una morte annunciata. Ma questo è il risultato della tristezza dei nostri tempi. All’epoca del Manzoni un autore poteva rivedere e correggere per tutta la vita lo stesso libro, e vivere di rendita. Negli anni nostri malefici del mercato culturale un autore, per campare, deve scrivere e riscrivere la medesima storia cambiando il titolo; perché si sa: i lettori, spesso, sono come certi bambini che amano sentire e risentire le stesse favole. Grazie, comunque, Gabo per le emozioni “da prima volta” che ci hai regalato!
Riferimenti: ricordando Macondo

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composita solvantur

28 Aprile 2007 4 commenti

sail away

28 Aprile 2007 2 commenti


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Enya, Orinoco Flow

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per chi ama i colori

27 Aprile 2007 1 commento


pubblico questa foto solo perché …a qualcuno piacciono i colori

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il ritratto (3)

26 Aprile 2007 3 commenti

Mi passavi accanto quel giorno, e sfioravi la mia disperazione, il mio sonno pesante.
Passavi senza parlare, senza nemmeno guardarmi. Forse neppure mi vedevi con i tuoi occhi tesi altrove e lontano.
Non una parola e, del resto, quante altre volte eri passata così, senza conseguenze?
Eppure, quel giorno, al bohémien non sfuggisti. Nel tuo sguardo vidi il mio smarrimento, l’annuncio della mia fine: il tuo ritratto era disegnato, lì, sulla tela ocra. Non potevi sfuggire. Non potevo sfuggire.
E sapevo benissimo che tutto, proprio tutto, era inutile, tempo perso come la mia vita.

Come un amore impossibile.

Puntata precedente:

IL RITRATTO (novembre 2006)

Chi sei tu che passi per incantare al vecchio bohémien la mano?
Sul foglio ocra, lui, traccia armonie di linee: le tue.
“Sono io?” – dici tra il timido e lo spavaldo, ma l’uomo disegna senza guardarti.
Eppure la luce spenta dei tuoi occhi cattura, la finestra chiusa che ha paura di aprirsi: mai ti sei vista così ritratta, così meravigliosamente vera come è la tua vita in palpitante e celata attesa.
“Mi vendi il tuo disegno?” – insisti contro il suo imperterrito silenzio.
Il vecchio continua l’opera, la contempla e sorride finalmente, mentre muove la mano quasi volesse accarezzare il tuo viso triste.
“No - ti dice - non posso vendere il sogno di un amore infinito: che cosa mai mi potresti dare in cambio?”

 

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non ti amo più

25 Aprile 2007 3 commenti
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occhi di gatta

24 Aprile 2007 6 commenti
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buon anniversario

23 Aprile 2007 1 commento


buon anniversario, con il sorriso delle kalanchoe, a mamma e papà che il 21 aprile di molti anni fa decisero di mettere assieme le loro speranze e le loro paure

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cieli

21 Aprile 2007 3 commenti


tra le mie labbra la tua musica vola ora e ti sento nei tuoi giochi impazzire dove sarà ora il tuo limite il tuo buon senso di tutti i giorni nei tuoi occhi vedo cieli e cieli ruotare dove siamo ora non qui non qui altrove forse nel vento di mare in burrasca nel mare inquieto non aspetto una ragione non attendo un senso i colori invadono la stanza gli specchi riflettono luci dove sfiori quando mi sfiori dove nascondi le mie mani torrenti scendono si avviluppano in alvei roventi è sole è sole che irradia è luce che squarcia paure le mie braccia le tue braccia sento i tuoi capelli non so dove non so dove bruciami dio bruciami bruciami ancora mettimi il cuore in gola e che null’altro io senta se non la tua anima che grida forte forte forte fino al cielo dove siamo insieme ancora una volta per ricominciare

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flash

20 Aprile 2007 3 commenti


metti in luce un ragno e avrai un ragno illuminato
così si scarica un po’ la tensione…
…della fotocamera

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