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Archivio Gennaio 2007

il fiume, il viaggio

30 Gennaio 2007 2 commenti
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Le Bonheur! Sa dent, douce à la mort…

28 Gennaio 2007 1 commento

Già in altra occasione avevo detto che Luzi è stato per me l’esempio poetico, anche se la mia parola gli reca cattiva testimonianza.
Oggi cito questo brano tratto dal suo poemetto “Il pensiero fluttuante della felicità” (Mario Luzi, Su fondamenti invisibili, Rizzoli), perché lo sento particolarmente contemporaneo alla mia vicenda.

(…)

Finché una luce senza margini d’ombra
illumina l’oscurità del tempo,
risale ad uno ad uno i suoi tornanti
e m’accorgo di te entrata nella mia vita
neppure mi chiedo da che parte e quando
e se lo sei o se invece non sei sorta
su dalla sua profondità di notte in notte affiorando.
- Che farà qui - mi dico mentre splendi
e sorridi un sorriso anche mio - forse
veglia su di me. Forse affina da sempre il mio pensiero
occupato da troppe parvenze e monco -
e ti guardo come sei, già nota
sebbene mai prima d’ora veduta
e stupisco che l’amore abbia questo volto interno.

(…)

L’appena detto,
il non ancora nominato
quando accendono una scaglia d’intelligenza negli occhi altrui;
e sfolgora un’intesa
e si giunge l’uno all’altro attraverso il fuoco,
il fuoco ilare, il fuoco elementare della creazione incessante.

Aspettano, aspettano che un giorno venga fuori con questi segni in fronte
dai cunicoli della sofferenza
comune e di ciascuno e dalle ombre
d’un presentimento vivo durato anni.
E io non meno degli altri; è possibile anche più di tanto.

Ho cercato a lungo da quella parte
dove il male oscuro dei più umili
e di più tardo comprendonio
punta il suo occhio smarrito,
ho seguito col cuore in gola i colpi
di chi lotta per quel giorno una lotta che ne è già la vigilia.

Tu che ne sei come il vessillo spiegato
e medichi e risarcisci il disinganno
patito nei miei simili
e in me dai tempi dei tempi
e dal mite a dal terribile
dalla tua biondezza mi gridi: – è possibile, è certo -
prenditi tutto quel che ho, la vita e l’arte.
Così termina un anno. Un anno sorge dal suo enigma.

L’intelligenza tra due
quando tramutata in grazia si guardano
e si scambiano come offerta
con nitore di mandorla mondata
il senso preciso delle cose spiccato alla loro alba

e cantano l’unisono, il concorde
di là dal dialogo, di là dal diverbio….

Ho lasciato per te la mia cattività e il mio regno,
solitudine inquieta
che affinava la sua pupilla
scrutando il cielo sul filo dei tetti.

Tu che avevi in te il mio bene
cui ero andato incontro, ma poco
camminando da solo
e inciampando nella mia ombra

tu che me lo porti in dono
e non vuoi né congedo a occhi bassi dal passato
né abiura, né pentimento
e sorridi profonda
in me più di me stesso e risplendi,

non ti fermare sulla soglia:
nulla di degno posso darti in cambio,
entra, prendi possesso della casa,
nei muri, nelle fondamenta.

Potrebbe non esistere - penso. Essere
solo un gioco della mente soltanto -
e la guardo mentre sorride
un sorriso interno – a che cosa mi domando,
alla luce del giorno filtrata nella stanza
o a quella senza tempo preciso della mia coscienza -
e neppure vedendo lei, ma il lampo
di reciprocità che la cambia.

-Sono sempre stata qui, da quando? - mi rispondono
tra un battito e l’altro di ciglia i suoi occhi limpidi
offrendo una certezza oscura più del dubbio e insieme interrogando.
E io penso a un’età passata di mente
vissuta con il cuore ad altro e senza avvedermene
con lei accanto invisibile come il tempo.

(…)

Il lampo di sole entrato per la finestra più alta
brucia il passato e l’avvenire, elide
il prima e il poi di questo presente eterno.
- Potrai dimenticare il tempo - sembra tu mi chieda
volgendomi uno sguardo lieve e umido,
lo sguardo di chi ha meritato la grazia.
Non mi muovo di là da dove non c’è più moto;
neppure di memorie, neppure di sogni.
Medito, se questo è meditare,
pensieri messi a fuoco
e molati dalla tua mente
nell’estate piena,
nell’amore perfetto, quando appare
l’equilibrio della bilancia fermo all’esatto punto
la sfera della vita illuminata a giorno da parte a parte.

All’origine, in quell’attimo o evo
quando da tutto il non amore
si libera un sorriso appena conscio
della profondità che cela
e sfavilla l’incontro dei pensieri,
snida l’oscurità dal passato,
traversa gli anni da cima a fondo.

Viene avanti, si sfila dal silenzio delle valli lei, la lince,
punta là dove anch’io
come altri che non lo sanno
figgevo il desiderio, alla sorgente.

Non avrei conosciuto la mia sete
se non fosse per lei che portata dal gorgo
di reciprocità l’impara e me l’apprende.
Non l’avrei conosciuta. E poco,
poco saprei della natura del mondo.

A volte si tocca il punto fermo e impensabile
dove nulla da nulla è più diviso,
né morte da vita
né innocenza da colpa,
e dove anche il dolore è gioia piena.
Sono cose, queste, che si dicono per noi soltanto.
Altri ne riderebbero.
Ma dire si devono. Le annoto
per te che le sai bene e per testimonianza dell’amore eterno…

(…)

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Jasminum

26 Gennaio 2007 3 commenti


Jasminum, questo fiore modesto che ci offre il piacere infantile di sognare primavera, anche quest’anno è stato precoce. Già a dicembre si era risvegliato e da alcune settimane è in fiore. Il suo splendido colore giallo invita ad avere speranza, comunque, nella luce.
Così ne parlai nel post del 23 settembre 2004 e in quello del 3 febbraio 2005.

Jasminum nudiflorum

Ti sfioro appena, mentre declini il verde all’incedere di autunno.
Ti accarezzo lento, sorridendo all’idea di spiarti a gennaio, quando i tuoi fiori gialli immaginano primavera.
Null’altro so, se non questa fatica senza fine e senza fini.

Il ritorno di Jasminum

Sei fiorito ovunque ti ho posato, dolce Jasminum.

Per la nostra simpatia ringrazio l’Essere
e per il tuo infante sorriso giallo.

In te colgo le gioie semplici
e
le mille parole taciute
dai cuori in silenzio.

Lascio ad altri il ciarpame scurrile delle cose importanti:
ai potenti e ai loro idioti lacchè.

Più avanti mi ispirò altre parole dove Jasminum, il fiore, si confondeva con un’altra presenza:

Manifesto

Andiamo in un luogo dove il tempo ci appartenga
lasciamo ad altri il frastuono della loro assenza:

hanno inventato cosmogonie opportune
a giustizia dei loro balordi misfatti.

Tu non naufragare nel mare indaco di questa sera
e dividi lo spazio con le stelle
con la loro infinita lentezza:

guarda lontano

tu sei
qui
ora

annienta il buio!

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calendula modificata (non geneticamente)

23 Gennaio 2007 2 commenti


…per puro divertimento per gioco perché fuori piove perché lei non c’è perché non ho le idee chiare perché simone sta cantando nancy perché ho un tarlo dentro perché sono vivo (forse)…

ciglia di ragazza

22 Gennaio 2007 Nessun commento
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mare d’inverno

21 Gennaio 2007 2 commenti
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ancora della burrasca

21 Gennaio 2007 Nessun commento


…e poi la burrasca
i suoi vapori
la sua schiuma
che in apparenza
ha un desiderio di quiete

Riferimenti: Esiste, ed è cielo, azzurro con cirri. E, sotto, schium

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autoritratto

21 Gennaio 2007 Nessun commento


ennesimo tentativo, in una giornata serena

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amanti

21 Gennaio 2007 2 commenti


… ed è già molto se
in questo universo
due atomi si sfiorano…

Riferimenti: ritratto

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grazie!

17 Gennaio 2007 3 commenti


Oggi è stata una buona giornata.
Ho ricevuto molti auguri per il mio onomastico a voce, direttamente, e tramite e-mail, sms e telefono.
Insomma sono stato oggetto dell’attenzione di molte amiche e di molti amici.
Per questo mi sono un po’ gasato e mi sono posto al centro dei miei innumerevoli tramonti.
Per divertimento, non per presunzione.
Grazie a tutti!

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