Archivio

Archivio Dicembre 2006

canzone in attesa di musica e voce

26 Dicembre 2006 1 commento


qualcuno deve dirmi chi sei

in questa notte che ti vedo ballare
qualcuno mi dica chi sei
in questa notte che mi vieni a trovare
voglio sapere di che colore hai l’anima
mentre guardi lontano senza fiato
mentre mi ricordi il passato

ma da quale stella arrivi tu
e quale angelo sei
sceso a bruciare le mie notti
chi ti ha insegnato la strada
per rubare i miei ultimi sogni
qualcuno deve dirmi chi sei
perché mi passi accanto
senza nemmeno bussare piano
alla mia porta sempre aperta troppo aperta

qualcuno deve dirmi chi sei
in questa notte che ti vedo in amore
come se tu fossi quell’angelo che non sei
dei miei sogni bruciati e abbattuti
dei miei cieli nemmeno accennati

qualcuno deve dirmi chi sei
in questa notte che si avvicina al mattino
mentre il buio c’è e non c’è
mentre il cuore muore e rinasce
qualcuno mi dica chi sei
qualcuno deve dirmi se ci sei
se davvero ti hanno visto ballare le stelle

se la luna ti ha baciato una volta la pelle

Buon Natale alla mia dolce Lilly

24 Dicembre 2006 1 commento


Buon Natale a te, dolce Lilly, che dopo ventiquattro anni, nonostante tutto, sei ancora qui con me.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

Buon Natale a mia figlia Irene

24 Dicembre 2006 1 commento

I miei auguri a mia figlia Ire, dolce anima nei suoi meravigliosi diciassette anni, perché non abbia mai paura di volare, di mostrare i propri sentimenti, perché scopra l’amore nel migliore dei modi.
L’amore è bello, Ire, e nulla è più bello dell’innamorarsi: innamorati della vita che ti circonda, di tutta la vita che ti passa accanto. Prendi tutto il tempo che vuoi, ma con il cuore innamorato delle cose che il tempo ogni giorno, ogni ora, ogni attimo ti mostra anche solo di sfuggita.
Accetta un consiglio da questo incallito marpione: diffida del primo amore perché non è mai quello giusto, ma ad un tempo vivi ogni amore come se fosse il primo.
Buon viaggio con le parole di un tuo idolo (di cui hai pure l’autografo).

Buon Viaggio

testo di Simone Tomassini
musica di Simone Tomassini e Riccardo Di Filippo

Buon viaggio a te che sei in viaggio
e ti senti uno straccio da strofinare sopra il cruscotto
Buon viaggio davanti alle scuole
e passano ore tra libri cazzate e interrogazioni

Il segreto sai qual è
è pensare che non esistano i segreti
se lo cerchi il trucco c’è
la vita è una bella vacanza e allora

Buon viaggio alle ragazze che ho avuto
e che trovino presto quel che non han trovato con questo disgraziato
Buon viaggio a tutti noi ragazzi
ci ritroviamo a parlare da soli ma non siamo dei pazzi

Il segreto sai dov’è è nascosto fra tutti i tuoi segreti
se lo cerchi il trucco c’è
se la vita è una bella vacanza
ma se la vita è una bella vacanza
godila in abbondanza

Buon viaggio a chi non è in viaggio
e che presto riesca ad aver la fortuna di trovare un passaggio
Buon viaggio ai miei genitori
che mi hanno cresciuto educato sgridato e insegnato i valori

Il segreto sai dov’è è nascosto fra tutti i tuoi segreti
che se lo cerchi il trucco c’è
se la vita è una bella vacanza
ma se la vita è una bella vacanza
ma se la vita è una bella vacanza
godila in abbondanza
godila in abbondanza
godila in abbondanza
godila in abbondanza
Buon viaggio

Riferimenti: Buon viaggio

Categorie:Argomenti vari Tag: , , ,

Buon Natale al mio ufficio

22 Dicembre 2006 2 commenti


Buon Natale alle mie preziosissime assistenti che riescono a trasformare un noioso lavoro d’ufficio in un momento piacevole della giornata e che sanno inventare tra i mesti fogli della burocrazia allegri sorrisi e garbato buonumore, sopportando quotidianamente lo stress di un direttore in “andropausa”. Un particolare e riconoscente ringraziamento va alle mie “badanti” che uniscono un incredibile spirito di sopportazione alla loro smisurata dolcezza (qua e là aleggiante nel mio blog).

Categorie:Argomenti vari Tag: , ,

fiori aperti

15 Dicembre 2006 3 commenti
Categorie:Argomenti vari Tag: ,

Innamoramento

11 Dicembre 2006 Commenti chiusi

“Essere innamorati è avere in testa un’idea che non t’abbandona giorno e notte. E’ addormentarsi con quell’ immagine e ritrovarla che aspetta sul cuscino al primo battito di ciglia. Che abbia nome di donna, di uomo o di un quadro di Vermeer o di una sinfonia di Brahms cosa cambia? Il principio è lo stesso. E’ estraniamento, un incantesimo che sovverte e sobilla la comune, ordinaria quotidianità.
Se una donna o un uomo dovesse arrivare ad affermare di essersi innamorata/o in modo giudizioso, dovrebbe sospettare che non è cambiato granché nella sua vita: continuerebbe a compiere tutte le azioni quotidiane, esattamente come faceva prima d’incontrare l’amore. E se insistesse nel convincersi di essere attratta/o da quell’ uomo o da quella donna, rivelerebbe che il suo è soltanto un sentimento dettato dal buon senso, privo di acuti, sottratto allo strazio: l’emozione trasformata in burocrazia. L’ innamoramento invece è sentimento estremo, non tepore ma febbre alta. Produce sempre una rivoluzione.”

Tratto da: Paolo Crepet, Sull’amore. Innamoramento, gelosia, eros, abbandono. Il coraggio dei sentimenti. Einaudi Stile Libero

Categorie:Argomenti vari Tag:

A Lilly

3 Dicembre 2006 2 commenti

Cara Lilly so che questo post ti farà arrabbiare molto, perché metto in pubblico la nostra vita privata: non è certamente la prima volta che ti faccio arrabbiare, ma è sicuro che sarà l’ultima.
Ho avuto paura nei giorni scorsi, un’angoscia potente mi gravava sul cuore. Pensavo a noi, assieme da ventiquattro anni, coppia divenuta un po’ fredda per le mie colpe e i miei errori. Perdonami come sempre mi hai perdonato. Tutta la felicità che ho avuto nella mia vita mi è stata regalata da te. Insieme abbiamo vissuto momenti di passione immensa, travolgente, che ben pochi, ne sono convinto hanno avuto, anche solo lontanamente, la gioia di provare. Ricordi: il nostro amore era un esempio irraggiungibile per molti dei nostri amici. Che anni di fuoco! Poi il fuoco sembrava essersi attenuato se non spento. L’abitudine all’abitudine uccide la coppia. Anche l’ipocrita moralismo familiare distrugge l’amore: i figli posti prima di tutto, quasi che nella famiglia la coppia di amanti non abbia più diritto di esistere. La becera mentalità cattolica che a parole difende la famiglia, ma getta le basi delle future separazioni, con le sue assurde inibizioni sul sesso e la passionalità erotica.
Tutto questo fino a poche settimane fa. Poi, forse anche con la complicità di questo autunno che sembra primavera, abbiamo capito assieme di essere su una pericolosissima strada sbagliata, e così è avvenuto qualcosa di molto simile al miracolo: ci siamo innamorati un’altra volta. Ed anche questa volta, come la prima, l’innamoramento è avvenuto con gli stessi tempi per entrambi. Allora, era l’autunno del 1982, capimmo contemporaneamente (il famoso colpo di fulmine), vedendoci la prima volta, che la nostra vita non poteva che essere vissuta assieme. Oggi abbiamo riscoperto il nostro sentirci una cosa sola, con immutata passione. Non è un sogno, Lilly credimi, è per sempre.
Qui di seguito riproduco le “cose” che scrissi per te all’inizio del nostro amore: oggi sicuramente cambierei la forma, ma certamente non i contenuti.
Con amore infinito.

Quasi un’introduzione.

In questo cielo ti ho colto come in sogno,
né sanno approdare sul foglio
le mie parole, che cercano suoni a cantarti:
ti vedono qui, ad abitare i miei giorni,
ne hanno meraviglia, quasi febbrile timore
di rompere il fragile incanto.

Eppure odono la tua voce,
e ne tremano estasiate,
si deliziano alla luce dei tuoi occhi,
umidi di gioia, forse,
che cercano pace.

E più, e più ancora
Si agitano senza modo,
come impazzite,
nell’inseguire invano,
una immagine che ti colga.

Dicembre 1982

A Liliana

Momento primo: intuizione.

Ed ora non cercherò più
sinfonie di luci e suoni,
profumi intensi e lieti di colori,
nei miei boschi, ai ruscelli delle mie valli.
Ora il mio tempo si colma di gioia,
né più chiedo conforto alla natura,
dove assieme a te mi perdo
con desiderio panico di vita.
Sei tu ormai, penso socchiudendo gli occhi,
la sinfonia suadente
che mi avvolge di stupore.

Momento secondo: “la Felicità! Il suo dente, dolce fino alla morte”

E mentre ti colgo in amore,
nei sussurri, nelle paure, nel respiro tremante,
taccio in cuore, profondo, un grido
che vorrebbe erompere al cielo:
“Taglia tu il filo sottile
che mi regge al baratro,
divella il ponte traballante
e fammi morire piano piano,
tra i tuoi umori fragranti.”
Allora, quasi inebriato dal sogno,
o, meglio, dalla sua realtà,
com’è giusto o come l’anima vuole,
mi abbandono al sorriso, dolce fino alla morte,
della felicità che turba ed esplode
la solitudine torpida e l’immota inquietudine,
della fragile integrità, degli antri oscuri.

Momento terzo: rito di purificazione

Ma tu, ora mi avvedo,
non la calma incontaminata
dell’acqua cristallina
nel ventre della roccia,
hai infranto, no, che pure
sarebbe atto d’amore,
ma ben altro ha compiuto
la dolce armonia del tuo corpo:
con mistero eterno di donna,
nel rito astrale della tua ambivalenza,
hai stregato l’ampolla molle e segreta
celando in lei i poteri
di alambicco: non la fissità pura,
ma lo stagno morto della mia vita
hai decantato
in mille gocce di rugiada aurorale.

Momento terzo: àmnios e rinascita

Si riaprono gli occhi, si chiudono i petali,
umide labbra d’amore,
dove ho trovato pace
alle mie angoscie antiche,
placate nella grazia felice
del sonno fetale:
ormai, null’altro resta
che rinascere all’alba,
assieme, a cielo sereno.

Una luce divina, certo,
bacerà i nostri giorni a venire.

Febbraio, 1983

Con te

La porcellana del vezzo
ti adorna di azzurro e di rosa
il morbido avorio del collo:
null’altro, ora, ti veste,
mentre ti stringo, per gioco, i polsi.

La calma bruna delle tue pupille
esalta il profumo tiepido
del tuo corpo adolescente,
il seno si fa colmo d’ebbrezza,
e, come corolla alla rugiada,
umido di nettare, si schiude
il velluto nero della rosa:
accarezzarti ora mi piace,
e ricoprirti di baci frequenti.

Poi, al gioco delle mie mani sui tuoi fianchi,
tu, chinando lieve il capo,
socchiudi le ciglia, e mi inviti
con morbidi sussurri e ricami di voce
alla tua fonte sorgiva, lieta di vita:
così vicini siamo, ora,
che i nostri cuori cantano assieme.

Agosto,1983

PER SEMPRE

Dammi la mano, amore, e sorridimi:
il fluire dei ricordi, “dolce fino alla morte”,
mi riempie questi giorni d’inverno,
che torna e ancora accanto ci vede.

Rammenti? in un cielo di autunno che declinava,
ti colsi come in un sogno
e non avevo parole a cantarti, allora,
Poi venne, veloce e pieno,
grave di magia e incanto,
il tempo dell’estasi,
di decantazione delle nostre vite
“in mille gocce di rugiada aurorale”,
I nostri cuori, chiusi al mondo,
si riempivano di noi e per noi.
Mano nella mano, o, pure,
abbracciati in un legame panico,
ci videro Lugano e le sue rive,
i suoi alberi nei viali del parco.
E trema l’anima, ancora,
se vola il pensiero a Sirmione, la bella,
e tra i suoi sorrisi, i tuoi, i più soavi,
che il poeta, quasi, seppe predire.

Così, tu, giorno dopo giorno,
mi ridavi vita, infrangendo
le limpidezze apparenti degli antri oscuri.
E svelò il sogno primavera, che stordiva
la ragione ancora incredula,
la zittiva con i suoi profumi:
e, tra loro, i tuoi,
lievi e umidi di nettare:
era il nostro aprile che sbocciava
al respiro orgiastico della terra.
Chioggia rammenti? e l’amore goduto
in una notte senza fine, e, ancora di più,
le ore dormite bocca a bocca
mentre il sole, ormai, accarezzava la pioggia?
Quindi l’ estate, viva, da sempre,
nei tuoi capelli neri,
nei tuoi occhi di miele silvano,
esplose nel luglio di Venezia
e del suo lido, luglio torrido:
rivedo, con ansia, la frequenza normale
dei gesti vissuti assieme,
l’assiduità quasi coniugale del nostro amore.

…la tua mano nella mia,
tu che sorridi: la memoria
-qui- riconduce il filo dipanato,
si compiace della trama ordita,
del tempo perduto e ritrovato,
da noi posseduto, ora,
una volta per sempre.

Dicembre, 1983

Categorie:Argomenti vari Tag: