Archivio

Archivio Gennaio 2005

Il nome

27 Gennaio 2005 3 commenti

Ho guadato il fiume: la strada si apre, ora, ben tracciata e sicura. La vista spazia molto lontano e l’orizzonte tocca terre lontanissime. La mia agorafobia snervante sembra svanita, l’ansia depressiva non è più nemmeno un ricordo.
Mi incammino.
Le case cantonali che incontro sono tutte deserte, fin quando giungo alle colline della dimenticanza.
Qui, all’interno di un casale vuoto, vi è un televisore che trasmette scene da tutto il mondo, interrotto solo da qualche gracchiante interferenza.
Esco e scuoto la polvere dai miei sandali.
Il viaggio riprende senza soste, le mie gambe non conoscono stanchezza, il passo è lieve.
Raggiungo la piana della festa.
Il luogo è aperto e primaverile. Ovunque vi sono tavolate immense ed imbandite. Una moltitudine senza fine è seduta e allegra, come se fosse riunita per uno smisurato pranzo nuziale. I bimbi giocano e corrono tra le sedie.
Cerco invano gli sposi: alla mia domanda tutti i commensali ridono sguaiatamente.
Riprendo il cammino tra boschi e campagne. La giornata sembra senza fine.
Mi fermo al lago del silenzio. Le sue rive sono abitate da diafane ninfe azzurre. Mi passano accanto sorridendo, mi sfiorano, mi sussurrano pianissimo un nome.
Più volte, più volte.
Vanamente.

Categorie:Argomenti vari Tag:

Acqua

26 Gennaio 2005 Commenti chiusi

Accadde molti anni fa. Camminavo sui sentieri dei miei monti. “Camminavo” è in realtà un eufemismo. Estenuavo il corpo in massacranti ed incredibili percorsi, non ero mai stanco e non ne avevo mai abbastanza. Ma quella volta esagerai. Era inverno e sulle colme affondavo nella neve fino al ginocchio. Non calcolai bene il tempo e quando fui sulla strada del ritorno il sole era già calato oltre le cime di fronte, che sovrastano il lago. Avevo una sola paura, che a casa qualcuno fosse in pensiero. Per il resto tutto era pace e silenzio. L’aria fredda accarezzava le guance e gli occhi, mi teneva compagnia.
Lentamente la nebbia mi avvolse.
La sensazione era di totale confusione con la natura, anzi “nella” natura.
La nebbia mi parlava ed io l’ascoltavo, figlio e fratello suo, parte di lei e della neve e dei monti e dell’aria.
Ero in sintonia completa con l’Essere.

Qualche giorno fa una carissima amica blogger mi ha descritto una sua esperienza acquatica. Le accadde un’estate di immergersi nel mare ripetendo a se stessa: “sono acqua nell’acqua, sono acqua nell’acqua”, fino ad avere la sensazione piacevole e rasserenante di essere confusa e indistinguibile nell’elemento che la circondava.

Le situazioni sono certamente diverse: in particolare nel primo caso la “confusione” non è cercata, il protagonista è passivo; nel secondo caso è evidente la volontà del soggetto.
Eppure il risultato è lo stesso: la sensazione di pace.
Come identico è l’elemento che permette la “confusione”: l’acqua.

L’acqua ha in sé il mistero della semplicità e della complicità.

Categorie:Argomenti vari Tag:

Prospettiva, atto secondo

23 Gennaio 2005 Commenti chiusi


Così è (se vi pare)

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Prospettiva

21 Gennaio 2005 Commenti chiusi


Anche se cambi prospettiva, la tua anima vede quello che vuole e come vuole.

Categorie:Senza categoria Tag:

Peniel

16 Gennaio 2005 2 commenti
Categorie:On the road Tag:

La ginestra

13 Gennaio 2005 1 commento

Non so perché questa notte il pensiero vola,
è già lontano, eppure torna, ondivago e insistente:

stelle come atomi e noi, sopra, meno che particelle:
infinitesime nullità.

I nostri dolori sono ignoti al cosmo: potremmo anche non essere!

Ma noi esistiamo, da qualche parte e in qualche modo,
ed anche se di te, che mi ascolti e mi parli, nulla conosco,
note mi sono le tue parole ed il loro universo.

Come se tu fossi qui.

Categorie:Senza categoria Tag: