Archivio

Archivio Dicembre 2004

Ripensando Di Giacomo

21 Dicembre 2004 2 commenti

Quanto dura il silenzio che ti avvolge, notte?
Il pianoforte tace, ormai, e il motivo antico i suoi ultimi accordi, vanamente, ha disperso.
Ora una luce rossa albeggia e il cielo dissipa, lento, il cobalto.
Avverto nell’aria gelida una presenza, ma non il suo passo, troppo leggero, mentre al lago scende.
Chiudo le persiane
taccio
e scruto l’ibisco
in paziente attesa.

Calicanto

19 Dicembre 2004 2 commenti

Dice la leggenda che fu Cristo stesso a far scendere, in inverno, sui tuoi rami ormai spogli, moltissime piccole stelle, per compensare la tua generosità nei confronti del pettirosso. Certo è che i tuoi fiori regalano, senza temere il gelo, una calda luce e profumi intensi, quando la vita sembra essere dormiente o in silenziosa attesa.

Sarebbe bello che qualcuno di noi ti meritasse.

Categorie:Senza categoria Tag:

Amaryllis

19 Dicembre 2004 2 commenti


…………………..tu, Tityre, lentus in umbra
formosam resonare doces Amaryllida silvas.

Categorie:Senza categoria Tag:

Luglio 19**

16 Dicembre 2004 2 commenti

(…) ora che ti avvicini, so che a nulla è valso attenderti: quando mi passerai accanto, sorriderò tenendo lontano lo sguardo (…)

Categorie:Senza categoria Tag:

Le labbra del tempo, di Eduardo Galeano

9 Dicembre 2004 1 commento

Questa raccolta di perle impossibili ha trovato posto tra i libri che amo maggiormente. Invece di parlarne, ne riproduco una pagina che mi ha particolarmente affascinato:

I giochi del tempo

Si dice, si racconta, che un giorno due amici stavano contemplando un quadro. Il dipinto, opera di chissà chi, veniva dalla Cina. Era un campo di fiori in epoca di raccolto.
Uno dei due amici, chissà perché, aveva lo sguardo fisso su una donna, una delle molte donne che nel quadro raccoglievano papaveri nelle loro ceste. Lei portava i capelli sciolti sulle spalle.
Finalmente lei gli restituì lo sguardo, lasciò cadere la cesta, tese le braccia e, chissà come, lo portò via con sé.
Lui si lasciò andare chissà dove, e con quella donna passò giorni e notti, chissà quanti, finché un vento impetuoso lo strappò di lì e lo restituì alla sala dove il suo amico era sempre inchiodato davanti al quadro.
Era stata così breve quell’eternità che l’amico non si era neppure reso conto della sua assenza. E non si era nemmeno reso conto che quella donna, una delle tante donne che nel quadro raccoglievano papaveri nelle loro ceste, adesso portava i capelli raccolti sulla nuca.

Tratto da: Eduardo Galeano, Le labbra del tempo, Sperling & Kupfer Editori, 2004.

Cieli orientali

1 Dicembre 2004 2 commenti


Notturno dal Monastero

Categorie:Città del mondo Tag: ,