Grazie di esistere…

1 Maggio 2012 Nessun commento

 

“Tu sei la chance che permette a qualcuno di manifestare una passione, di provare nostalgia, di risvegliare una speranza, di sorridere con gioia e di andare avanti con la certezza di non essere solo.

Tu sei una persona fantastica, sei veramente speciale.

Grazie di esistere…”

 

Cesar Romao, Grazie di esistere, Italianova edizioni

 

 

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Diario in pubblico maggio 2004 – aprile 2012

28 Aprile 2012 Nessun commento

 

Questo blog ha da poco superato quota 200.000 visitatori: una miseria per un personaggio pubblico, un successo per uno sconosciuto come me. Del resto, a conti fatti, si tratta di quasi settanta visitatori al giorno.

 

Periodicamente rileggo le “cose” postate nel corso di questi anni. Come già dissi in un post di qualche anno fa, il blog è una sorta di “diario in pubblico” (per citare, modestamente, il grande Elio Vittorini).

 

Quando ho iniziato avevo 48 anni ed era un momento di passaggio carico di ansie, timori e paure. Oggi ho 56 anni carichi di ansie, timori e paure. La situazione generale ha subito cambiamenti, anzi: è peggiorata visibilmente. Eppure tento ancora, forse meno frequentemente, di volare alto, per non inciampare nelle buche del selciato.

 

Ad una persona che in una mail mi chiedeva come stavo, ho recentemente risposto: ho la salute di 56 anni, la vitalità di 45/56 anni, i sentimenti di 18/56 anni.

 

Era un modo “anagrafico” per dire che l’età c’è tutta, ma non mi ha ancora domato. Non sono un rassegnato. Credo ancora nell’Amore (con la “A” maiuscola) come unico possibile motore della nostra vita: motore che cangia con gli anni nella forma ma non nella sostanza. Quell’Amore che si esprime senza maschere con la parola evangelica, mai realizzata nel mondo sedicente cristiano.

 

Non ho intenzione di smettere, almeno fino a quando Dio me lo permetterà.

 

Grazie a tutti e avanti con la mia “anto-logia” on the road!

 

 

 

P.S.: ho scattato la foto di copertina di questo articolo con il mio cellulare tempo fa: mi aveva colpito l’idea di un’ antologia su ruote, in viaggio. L’automezzo ovviamente non è mio e non è mia intenzione fare alcuna pubblicità. Ignoro chi sia il proprietario del veicolo e l’ideatore del logo, ma esprimo a loro la mia simpatia.

 

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25 Aprile

25 Aprile 2012 Nessun commento

 

Ricordare oggi la liberazione dall’orrore nazifascista ha senso solo se serve alla lotta resistenziale contro i poteri corrotti e corruttori che ci opprimono.

Una pacata analisi degli esiti del ventennio può dimostrare che il fascismo si impose solo grazie agli animi corrotti dall’egoismo sociale: il fascismo è “figlio” e non “padre” della corruzione morale.

Al contrario i poteri che ci dominano generano e diffondono la corruzione.

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sacrificio

13 Aprile 2012 Nessun commento

 

“Adesso che il dolore era divenuto più forte di me sentivo perfino con orrore quanto grande fosse la vita.

Sentivo che quel dolore era come un sacrificio, ed è per questo, capite, che ogni religione ha messo la sofferenza sull’altare di Dio”.

Karel Capek (1890- 1938)


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che cosa significa “Buona Pasqua”?

8 Aprile 2012 Nessun commento

 

Ripropongo un post del 2007:

Quando auguriamo “Buona Pasqua” per lo più ignoriamo il significato di questa espressione (come del resto non sappiamo più che cosa voglia dire “Buon Natale”).

La Pasqua è legata al nomadismo, alla migrazione stagionale di primavera, segnata dal sacrificio degli agnelli primogeniti dei greggi. Festa di primavera, dunque, o, meglio, speranza/terrore del passaggio e del trasferimento: il termine “festa” va letto, infatti, con tutti i carichi di paura di un popolo in movimento.

Festa, speranza, timore e paura angosciante del passaggio: questo è “pasqua”.

Ho scattato la foto del post ad una cavalletta che ha compiuto un lungo viaggio di chilometri e chilometri, presumibilmente partendo dai luoghi dove la Pasqua ha avuto le sue origini.

E’ una cavalletta stremata dalla fatica del passaggio: ha sorvolato deserti e mari e foreste e città per approdare sul mio terrazzo dove è stata involontariamente in posa per decine di fotografie. Poco dopo è stata massacrata dalle mie gatte, per divertimento, non certo per fame.

Ha avuto un senso il suo passaggio?

La cavalletta avrebbe fatto il passaggio se avesse conosciuto il suo destino?

Alla seconda domanda non so rispondere. Alla prima sì, so rispondere: non mi interessa sapere se abbia avuto un senso il suo passaggio, certo la cavalletta ha vissuto un viaggio meraviglioso, per il quale valeva la pena, poi, di morire.

Buona Pasqua a tutti, dunque, e buon viaggio, senza paura per i denti delle gatte!

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frivolo autocompiacimento del venerdì santo

7 Aprile 2012 Nessun commento

D’accordo: è frivolezza e autocompiacimento, ma è bello essere ricordati e festeggiati. Specie se si tratta di una sorpresa assolutamente non sospettata.

Ieri, venerdì santo, con l’ufficio parzialmente sguarnito per le vacanze pasquali, alcuni miei collaboratori, veramente “speciali”, hanno interrotto le ferie per festeggiare il mio compleanno, assieme alla mia adorabile dirigente e alle mie amatissime assistenti.

Sono commosso perché non credo di meritare tanto, ma non sono così ipocrita da evitare questo mio palese autocompiacimento, appunto.

Grazie a tutti, di cuore!

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ti amo “davvero”

26 Marzo 2012 Nessun commento

 

“Ti amo davvero”. L’autore di questo graffito ha voluto esprimere un sentimento in modo incontrovertibile. Eppure questa frase è il manifesto del vuoto in cui vivono le nostre parole. Le parole “ti amo”, quando hanno significato, non necessitano di avverbi o di aggettivi o di altro ancora. Le parole “ti amo” bastano a se stesse. Purtroppo la falsità che ci circonda detta le regole: le regole dello spettacolo. Oggi tutto è spettacolo, la politica prima di tutto, dove niente ha più valore ed in particolare le parole che hanno perso ogni dignità.

Forse l’autore di questo graffito ha scritto la parola “davvero” perché consapevole della realtà in cui viviamo.

A lui e a tutti noi vorrei ricordare queste parole: “Sia il vostro parlare: sì, sì, no, no; ma ciò che è di soverchio sopra queste parole, procede dal maligno.Matteo, 5:37 (traduzione di Giovanni Diodati)

 

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come il fiore del susino

23 Marzo 2012 Nessun commento

 

Come questo ramo di susino

fiorito in cattività

nel secchio d’acqua immerso,

è il pianto nascosto

per le vite che ti hanno sorriso

appena

e sfiorato accanto:

il dramma della prigione

che è quotidiana esistenza,

inelusibile vicenda.

Tu – la tua primavera

dal cuore esplosa-

come questo ramo di susino.

 

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Siamo tutti nel mistero della vita e della morte

21 Marzo 2012 Nessun commento

Siamo tutti nel mistero della vita e della morte: ricordando Rocco

2005

Rocco, è passata la nottata, ora ti penso dove le praterie sono immense e i cavalli, liberi e fratelli, ti corrono incontro: è l’unico paradiso che so immaginare. Lì aspettami: ci sarà certamente la vasta ombra di un faggio sotto cui poter riposare e bere una buona birra. Ci racconteremo vecchie storie e non temeremo il tempo, perché il suo scorrere sarà infinito. 

Ora, però, stammi al fianco sul tuo Bandito al passo.

2006

Rocco, un anno è trascorso. La primavera iniziata nel giorno in cui sei partito ha poi avuto fine nelle stagioni che sono seguite.

Oggi ritorna, ovviamente, come sempre.
Tutto sembra travolgere noi che riempiamo di “ragione” il tempo che passa.
Alla fine, penso, ci ritroveremo seduti da qualche parte, tu con la tua sigaretta, io con la mia birra, a guardare la gente che ha molto da fare.
Rocco, lo so, non sei mai partito.

2007

 

Rocco, quest’anno ti voglio ricordare con questa foto che feci ad una delle tue preferite. Quanto tempo, fatica e fiato, quanta passione, davvero, dedicati a questa meraviglia della natura!
Rocco ci sei, lo sappiamo: nessuno di noi, che ti ha stretto la mano con cuore sincero, ti potrà mai dimenticare!

2008

Gli anni passano, ma non mi dimentico di te, Enzo Rocco, amico e fratello (qualche volta sei stato un fratello maggiore, qualche volte un fratello minore …). La nostra amicizia è nata durante il periodo più bello della mia vita. Avevo da poco incontrato la Lilly e con lei stavo iniziando una storia che non sarebbe più finita. Come la nostra amicizia, vero Rocco?

Se esiste un luogo che somiglia al Paradiso, lì sei, assieme a mio papà, che mi ha lasciato l’anno scorso.

Arrivederci, amico mio!

2009

Alle volte si stava anche mesi senza sentirci. Poi una telefonata: “come stai vecchia ciabatta?”. Era bello sapere che c’eri, comunque. Bastava un fischio ed eravamo in pizzeria o a casa mia. A proposito di mangiare: ti ricordi quando lavoravamo assieme e tu, a metà mattina, eri capace di fare uno spuntino con un pezzo di merluzzo fritto ricoperto di pastella unta e fredda e, poi, magari mi dicevi : “mah, sun minga tant a post (non sto troppo bene)”?

A proposito del dialetto: era un fatto comico che tu, calabrese di nascita, parlassi molto meglio di me il comasco; quando eravamo assieme la gente pensava che tu fossi settentrionale ed io meridionale.

Quante ne potrei raccontare, Rocco: più di vent’anni di amicizia vera non sono un semplice ricordo.

Come allora so che ci sei.

 

Siamo tutti nel mistero della vita e della morte, suo banale elemento.

 

 

 

 

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Gli archetipi della psicologia maschile

29 Febbraio 2012 Nessun commento

Ho già parlato in questo blog (post 1 giugno 2011) di Monica Morganti, psicologa autrice di molte ed importanti pubblicazioni dedicate soprattutto all’universo femminile.

Ho riallacciato i contatti con Monica tramite il famigerato facebook: Monica è stata mia compagna di scuola per i cinque anni di liceo; l’ho ritrovata, appunto, mentre cercavo sul network i miei compagni.

Non mi sono certo meravigliato che Monica sia un’affermata psicologa: ho di lei un ricordo molto positivo motivato dalla sua intelligenza, vivacità e simpatia. Non era una secchiona, ma era anni luce avanti a molti per acume, fantasia e profondità d’analisi.

Ci siamo scambiati mail di “riavvicinamento” da cui mi sono reso conto che di me, purtroppo, aveva solo un vago ricordo come più o meno capita al mio alter ego Charlie Brown nella striscia che segue.

Ebbe la gentilezza di inviarmi in regalo alcuni suoi libri. Io le inviai le “cosette” pubblicate sul blog che avevo raccolto in un opuscolo.

Monica mi informò allora che stava preparando un libro dedicato alla psicologia maschile. Nel corso del suo lavoro ebbe la cortesia di inviarmi alcune bozze che io lessi con grande attenzione e piacere. In realtà nei libri precedenti si era già occupata di psicologia maschile, ma solo per analizzare l’universo femminile. Ovviamente sono libri che anche gli uomini dovrebbero leggere per vedersi allo specchio, per capire o tentare di capire se stessi.

Personalmente ho vissuto con angoscia la lettura di Figlie di padri scomodi per i motivi che ho detto nel post dedicato a quel libro.

La lettura di questo invece è diversa. Qui Monica sembra prenderci per mano con molta delicatezza: un’analisi ampia e variegata dove ognuno di noi può cercarsi e ritrovarsi. Ritengo sempre utile stabilire all’inizio di un discorso scientifico delle categorie di base, senza precludere la possibilità di opportune ibridazioni.

L’autrice analizza l’universo psicologico maschile organizzandolo sulla base di cinque archetipi: è la loro equilibrata presenza in noi a determinare il nostro livello di maturità.

Qui ognuno di noi può riconoscersi e verificare l’opportunità dei suggerimenti per uscire dai limiti più o meno pericolosi della gabbia in cui ritiene di essere inserito, ma non è detto che l’archetipo principale in cui ci riconosciamo sia lo stesso a cui ci potrebbero associare gli altri.  Per questo sarebbe molto utile che questo libro fosse letto dalle nostre mogli/compagne, dai figli, dagli amici che più ci frequentano. Credo che ne possa uscire un risultato sorprendente.

Monica, ad esempio, mi ha associato all’archetipo di Plutone. Si è basata, credo, sui pallidi ricordi degli anni liceali e sulle “cose” che scrivo. Non ha molti altri elementi. Eppure io mi sono riconosciuto in gran parte con quell’archetipo. Mi rimane un dubbio: se Monica mi frequentasse cambierebbe opinione? Quale archetipo mi assegnerebbe la mia Lilli che ha condiviso con me quasi trent’anni di vita?

Invito tutti gli amici a leggere questo libro, piacevole ma non leggero e sicuramente ricco di autentica cultura: anche in questo sta il suo valore perché ci permette di capire un po’ meglio l’umanità che ci circonda.

Per autentica civetteria poco “plutoniana”, riproduco, con autorizzazione dell’autrice, alcune pagine dove vengo citato. Segnalo che sul sito dell’autrice è presente il link dell’anteprima di questo libro: http://www.francoangeli.it/Area_PDFDemo/239.230_demo.pdf

Grazie Monica per il bellissimo regalo che ci hai fatto!

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